È appena passato il carnevale ma forse è interessante fare qualche riflessione sulla sua origine e sul suo significato più recondito. Si pensa, infatti, che la parola “carnevale” derivi dal termine latino “ carmen levare”(“eliminare la carne”)poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima,giorno in cui era interdetto l’uso della carne “.

Varie ipotesi

Questa è un’ipotesi. Altri sostengono, invece, che si tratti di una festa popolare collettiva trasmessa, attraverso i secoli, come un’ eredità delle feste pagane che si svolgevano nell’antica Grecia, nel periodo fra il 17 dicembre (Saturnali, in onore del dio Saturno) e il 15 febbraio (Lupercali, in onore del dio Luperco) in cui gli obblighi sociali e le gerarchie venivano sostituite col rovesciamento dell’ordine, lo scherzo ed la dissolutezza. Secondo altri ancora le sue radici affondano in alcune feste primitive (10.000 anni a.C.) di carattere orgiastico, che si tenevano per festeggiare l’arrivo della primavera, durante le quali le persone si lasciavano trasportare dalla danza e dall’ubriachezza. C’è anche chi, infine, ritengono il carnevale un retaggio delle allegre feste egiziane in onore della dea Isis .

Un po’ di storia

Facendo qualche passo indietro nella storia, nello steso periodo in cui oggi ci si maschera e si vedono i carri, nel medioevo gruppi di contadini di classi diverse si battevano per la strada con sassi e bastoni (da cui nasce l’uso dell’attuale manganello in plastica) mentre i signori duellavano “elegantemente” dentro i palazzi. E’ solamente più tardi che appaiono le maschere, che consentivano anche ai poveri di fingersi ricchi e potenti grazie a semplici travestimenti e scambi di ruoli. Sempre in ambito contadino, e questo ancor oggi accade in qualche contesto rurale magari moto ancorato alle tradizioni del passato, che i festeggiamenti culminino solitamente con il processo, la condanna, la lettura del testamento, la morte e il funerale di un fantoccio, che rappresenta allo stesso tempo sia il sovrano di un auspicato e mai pago mondo di “cuccagna”, sia il capro espiatorio dei mali dell’anno passato. La fine violenta del fantoccio pone metaforicamente fin al periodo degli sfrenati festeggiamenti e costituisce un augurio per il nuovo anno in corso.

I coriandoli

Per concludere un’altra curiosità sul perché si lancino i coriandoli. Nel Rinascimento per Carnevale i semi del coriandolo venivano glassati con lo zucchero e poi mangiati, da li iniziò la tradizione dei coriandoli a Carnevale, anche se in un secondo momento da mangerecci diventarono solo festaioli perchè formati prima da pezzettini di gesso, oggi invece da dischetti di carta multicolori.

  • Foto di Valentina Coluccia al carnevale di Kurent Ptuj in Slovenia