In occasione del centenario del manifesto futurista, l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospita la mostra Pentagramma elettrico. L’esposizione, curata da Claudia Salaris, è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
La pubblicazione del Manifesto del futurismo di Filippo Tommaso  Marinetti su “Le Figaro” di Parigi il 20 febbraio 1909 segna ufficialmente la nascita del primo movimento artistico d’avanguardia organizzato. In quel momento Marinetti aveva al suo fianco solo un piccolo gruppo di poeti, ma nel breve volgere di un anno il futurismo, nato letterario, si allargò alla pittura e per gradi investì tutti i campi dell’arte, musica, scultura, architettura, teatro, cinema, fotografia, danza, grafica, sfociando anche al di là dell’estetica nella politica, nel costume e nella morale. Con tali caratteristiche, l’esperienza futurista non solo è riuscita a riportare sulla scena internazionale l’arte italiana, eclissatasi dopo il declino del Barocco, ma ha preparato il terreno alle altre correnti d’avanguardia, esercitando su di esse una decisiva influenza.

L’Auditorium di Roma rappresenta il contenitore ideale per una mostra che illustri la storia del futurismo dal punto di vista   musicale attraverso una vasta scelta di documenti originali: libri, manifesti, spartiti, dischi, locandine, riviste, fotografie, disegni, caricature, ceramiche, manoscritti, lettere, inviti e programmi di concerti. I materiali provengono dalla collezione di Claudia Salaris e Pablo Echaurren, considerata la più completa raccolta di materiali a stampa futuristi.

Il percorso della mostra prende le mosse dalla copia originale del numero di “Le Figaro”  con il manifesto di fondazione, accompagnato dal volantino con il testo inviato alle redazioni di numerosi giornali in Italia e all’estero. L’intervento futurista nel campo della musica e della coreografia viene illustrato attraverso una vasta rassegna di manifesti, tra cui il Manifesto dei musicisti futuristi di Francesco Balilla Pratella; L’arte dei rumori di Luigi Russolo; La danza futurista di Marinetti; L’improvvisazione musicale di Mario Bartoccini e Aldo Mantia; La musica futurista e Le atmosfere cromatiche della musica di Franco Casavola; il Manifesto futurista per la città musicale del gruppo futurista veronese ecc.; nonché pubblicazioni come L’Aviatore Dro e Musica futurista di Pratella, con la notevole copertina di Umberto Boccioni; le incisioni su disco delle “sintesi musicali” di Aldo Giuntini, ideatore dell’ “aeromusica”, e numerosi spartiti di Pratella, Casavola, Silvio Mix, Virgilio Mortari, Nino Formoso, Felice Boghen, Carmine Guarino, Erm. Carosio, Giuntini, Luigi Grandi ecc.

Viene altresì documentato l’impegno nel settore dello spettacolo con la partecipazione del Teatro della pantomima futurista, in cui furono coinvolti Vladimir Golschmann, Pratella, Russolo, Ottorino Respighi, Alfredo Casella, Franco Casavola, Armande de Polignac, Vincenzo Davico, Guido Sommi Picenardi, Francesco Scardaoni, Massimo Bontempelli, Marinetti, Luigi Pirandello e Luciano Folgore. Ma anche del Teatro della Sorpresa, le cui tournée si svolsero sotto la direzione del celebre canzonettista Rodolfo De Angelis che, tra l’altro, mise in programma “discussioni improvvisate di strumenti musicali” e l’orchestra vocale.

Una parte della mostra è dedicata alle principali opere letterarie e ai testi teorici in cui si enuncia il rapporto della musica, del rumore e del suono con la letteratura o la pittura: Manifesto tecnico della letteratura futurista, L’immaginazione senza fili e le parole in libertà,  La declamazione dinamica e sinottica, Manifesto della radio di Marinetti, La pittura dei suoni, rumori, odori di Carlo Carrà, Ricostruzione futurista dell’universo di Giacomo Balla e Fortunato Depero, Parole musicali di Marinetti e Tullio Crali ecc.Tra i volumi, Zang Tumb Tuuum e Les mots en liberté futuristes di Marinetti, Piedigrotta, Caffeconcerto e Poesia pentagrammata  di Francesco Cangiullo, Liriche radiofoniche di Depero, le “sintesi radiofoniche” in cui Marinetti costruisce il “silenzio” aprendo la strada a John Cage. Ma anche le pubblicazioni di opere teatrali che prevedono l’utilizzazione della musica, come Il tamburo di fuoco di Marinetti, “dramma africano di calore, colore, rumori, odori, con intermezzo musicale del Maestro Balilla Pratella e accompagnamento intermittente d’Intonarumori Russolo”, e, dello stesso autore, Prigionieri e Vulcani, con “intermezzi musicali” di Franco Casavola, che ha composto musiche anche per il “romanzo cosmico per teatro” Viaggio di Gararà di Benedetta. Infine,  libri genericamente ispirati alla musica, come Aria di jazz di Vladimiro Miletti, Jazz Band di Anton Giulio Bragaglia, Risate e rasoiate esplosive con i  “mottò-sfottò jazzbandistici” di Fernando Cervelli,  il Canzoniere futurista amoroso guerriero con testi di canzonette ecc. Sarà esposta l’edizione originale del disco con la voce di Marinetti, accanto a un raro manoscritto di Luciano Folgore, che riguarda il progetto di superare il libro attraverso il fonografo con cui ascoltare direttamente la voce dei poeti.

Questi materiali sono accompagnati da fotografie originali dei protagonisti, tra cui alcune inedite dell’ “aerodanzatrice” Giannina Censi, della ballerina Zdenka Padhaiska, di Maria Ricotti, direttrice con Enrico Prampolini del Teatro della pantomima futurista. Tra le opere grafiche, una caricatura di Cangiullo firmata da Boccioni, un inedito ritratto di Luigi Russolo realizzato da Decio Cinti (segretario del movimento futurista), un disegno di Jules Schamalzigaug che raffigura due ballerini di tango. Inoltre, ceramiche ispirate al tema musicale: Il canto dell’usignolo di Gerardo Dottori, Il suonatore di piffero di Riccardo Gatti, La danza di Remo Fabbri.
Poiché in un’esposizione di libri le pagine sono inevitabilmente sacrificate per mostrare la copertina, vengono riprodotte su gigantografie alcune immagini interne (per esempio, gli intonarumori di Russolo), tavole parolibere e brani di particolare importanza, come quello contenuto in Al di là del comunismo di Marinetti che, nel vagheggiare il mondo di domani, prevede che “la musica regnerà sul mondo” e ogni piazza avrà un’orchestra strumentale e vocale, con squadre di musicisti che giorno e notte  si alterneranno per realizzare “concerti quotidiani e gratuiti in ogni quartiere della città”.
Infine, la mostra cerca di ricordare come la ricerca futurista da un lato abbia aperto un varco inedito che prelude alla sperimentazione contemporanea, alla musica concreta ed elettroacustica (Edgar Varèse, Pierre Shaeffer, Cage, Stockhausen) e, dall’altro, rappresenti un punto di riferimento sempre più dilagante nell’universo della musica pop e rock  (si pensi all’etichetta inglese ZTT, acronimo di Zang Tumb Tumb, produttrice negli anni ottanta di vere e proprie hit, nonché del celebre gruppo Art of Noise, che ha in Marinetti e Russolo i sui profeti).
Durante il percorso espositivo si ascolteranno registrazioni con la voce di Marinetti e brani di musica futurista. In uno spazio apposito si vedranno alcuni rari filmati con Marinetti, finora dimenticati, che ripropongono dopo ottanta anni le immagini in movimento del fondatore del futurismo.

Informazioni sulla mostra:

Auditorium Parco della Musica di Roma
Ingresso libero
dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 21;
sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 21

Fonte: l’Unico