Egregio Signor Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare,

un anno fa l’istituzione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) attraverso la soppressione di tre Enti (APAT-Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e i servizi Tecnici, ICRAM-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare ed INFS-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) vigilati dal Suo Ministero aveva, nelle intenzioni, la finalità di razionalizzare in un’unica entità le competenze tecnico-scientifiche presenti, al fine di corrispondere in modo puntuale ed armonico alla politica ambientale del Paese. Era altrettanto evidente nella volontà del legislatore che ISPRA, già nel suo acronimo, portasse con sé e valorizzasse due diversi aspetti della politica ambientale nazionale, l’uno indirizzato alla ricerca e sperimentazione, l’altro indirizzato alla protezione e controllo.
A distanza di un anno dalla sua istituzione, la situazione attuale tradisce le aspettative: la notevole burocratizzazione dell’Istituto e soprattutto il taglio in atto del personale non strutturato impedisce ed impedirà, di fatto, di tener fede al suo nome ed ai suoi compiti.
In diversi settori i ricercatori, i tecnici ed il personale amministrativo rappresentano dal 50% al 100% dell’organico; essi sono un patrimonio intellettuale e professionale di fondamentale valore per l’Istituto, documentato da centinaia di pubblicazioni scientifiche e di rapporti tecnici. Non meno importante è il supporto istituzionale fornito alle Amministrazioni centrali e agli Enti Territoriali e lo sviluppo di collaborazioni con Istituzioni comunitarie e internazionali, nell’ambito dello studio, della salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità, nella definizione delle politiche per contrastare i cambiamenti climatici, ed in molti altri settori.

In particolare, la fuoriuscita di queste alte competenze e professionalità che hanno permesso all’Italia di svolgere nel contesto internazionale un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale (anche a fronte dei bassi investimenti nazionali), graverà pesantemente sul presente e sul futuro del paese. Le ricordiamo, Sig. Ministro, che da gennaio già 50 colleghi sono stati lasciati senza lavoro e che con le scadenze contrattuali del 30 giugno 2009 e del 31 dicembre 2009 verrà a concretizzarsi un taglio effettivo di circa un terzo del personale (oltre 400 persone) dell’ISPRA.

Facciamo, a questo proposito, appello a Lei, Signor Ministro, affinché trovi soluzioni condivise per una questione che consideriamo fondamentale per il paese, adottando interventi urgenti e straordinari a sostegno delle potenzialità già esistenti e del progetto da Lei iniziato. Inoltre, è quanto mai importante individuare con celerità gli strumenti tecnico-legislativi finalizzati al mantenimento in servizio dei ricercatori e tecnici non strutturati dell’Istituto, al fine di non dissipare le loro competenze e gli ingenti investimenti pubblici fatti per la loro formazione e rendere così efficiente l’ISPRA, facendo assumere pieno significato al suo nome.

Roma, 18 giugno 2009

L’Assemblea Precari ISPRA

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Fonte: firmiamo.it/nonsparateallaricerca