Il giorno dopo del No-B day, del sabato in cui tantissimi cittadini hanno sfilato per le strade di Roma chiedendo le dimissioni del premier, il mondo politico continua a discutere intorno all’iniziativa. E il dibattito si accende soprattutto sul fronte dell’opposizione.
In particolare, in casa dei democratici: il segretario Pierluigi Bersani non ha partecipato (come annunciato), mentre la presidente Rosy Bindi era in piazza, così una parte della base. E oggi proprio Bersani torna sul tema: il compito del partito, dice al Tg3, è adesso quello di “mettere in comunicazione” le “energie nuove” viste ieri al No-B day. Ma, aggiunge, non è pentito di non aver fatto partecipare ufficialmente il Pd alla manifestazione: “Sono convinto della nostra scelta”.
Bersani si è detto convinto che il ciclo politico di Silvio Berlusconi è al “tramonto” e il centro destra dovrebbe cominciare a interrogarsi sul proprio futuro. pronta la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: “Il tramonto è quello che sta vivendo il Partito Democratico, stretto tra la sinistra radicale e la piazza estremista di Di Pietro, abbandonato dai moderati, incapace di una iniziativa concreta o di una idea innovatrice”.
Ma per quanto riguarda la mancata partecipazione del segretario del Pd al No-B day, il direttore di Repubblica, Ezio Mauro intervistato su Sky Tg24 da Maria Latella, spiega che “Bersani ha fatto male a non partecipare al No-B Day. Certe volte sembra che il Pd e la sua base abbiano degli avversari politici diversi”. Anche se il segretario “ha fatto benissimo a dire che il Pd in quanto tale non aderiva, nel senso che non si trattava di una manifestazione indetta per portare i partiti sul palco. Però avrebbe potuto andare anche perché è il leader dell’opposizione”.
Canta vittoria, dopo il giorno della manifestazione, l’Italia dei Valori, che ha aderito in forze all’iniziativa (in piazza c’era anche il leader Antonio Di Pietro): “Centinaia di migliaia di giovani e di famiglie hanno sfilato in maniera determinata ma pacifica. Da ieri fare opposizione in Parlamento e nel Paese sarà più facile per il centrosinistra e per l’Idv, perchè sappiamo di avere alle nostre spalle un popolo intero che sostiene il nostro operato”. Lo ha detto il presidente dei senatori, Felice Belisario.
“L’agenda della sinistra la fanno Di Pietro & co. ed è normalissimo che il Pd vada loro appresso”, è il commento di Francesco Rutelli. “Piuttosto – aggiunge – dopo sei mesi di congresso e primarie, era stato annunciato un cambiamento, che però non c’è: su una materia tanto squisitamente politica come la giustizia, il segretario Bersani non va in piazza; la presidente Bindi sì; alcuni dirigenti figurano tra gli attivisti; altri ci sono, ma in spirito. Altri ancora si dichiarano decisamente contrari”. “Che dire? Pazienza”, conclude il fondatore di Alleanza per l’Italia.
Sul fronte della maggioranza, a commentare è il vicecapogruppo Pdl alla Camera, il “finiano” Italo Bocchino. Secondo cui “la manifestazione di ieri è stata una protesta di elettori di centrosinistra contro l’opposizione e la sua classe dirigente. Berlusconi è stato soltanto il pretesto per aggregare e il tutto è servito a rafforzare maggioranza e governo dividendo ulteriormente la minoranza”.
“Tutelerò il mio onore” contro le dichiarazioni di Salvatore Borsellino e Giorgio Bocca, fatte ieri dal palco della manifestazione No-B day. Intervenendo alla trasmissione radiofonica di Rtl, ‘Brunetta della domenica’ il ministro sottolinea che frasi come quelle dette dal fratello del magistrato ucciso dalla mafia “devono essere portate a conoscenza, con apposite denunce, della magistratura, perché questi sono reati nei confronti della persona, delle istituzioni ma anche dell’opinione pubblica. Ne dovrà dare conto”.
Per quanto riguarda le dichiarazioni di Bocca, Brunetta afferma di non voler commentare “per carità di patria e per l’età. E’ troppo facile, diseducativo e banale. E’ insopportabile”. Secondo il ministro anche il governo reagirà contro “questi calunniatori. E risponderanno di tutto questo. Ho fiducia nella magistratura”.

[fonte: Repubblica.it]