Tre giorni di manifestazioni degli studenti Erasmus contro la riforma Gelmini: da domenica 12 a martedì 14 dicembre. Italiani che studiano in 99 atenei sparsi in 60 città del continente: un accorato appello per fermare il degrado dell’insegnamento nelle università italiane e la fuga di cervelli dall’Italia. Qui di seguito, la lettera pubblicata oggi su internet:

“Siamo studenti Italiani all’ estero, Erasmus e non, che per diversi motivi e per periodi di tempo differenti hanno lasciato il proprio Paese. Siamo attualmente presenti in molte città d’Europa e abbiamo avvertito la necessità di mobilitarci anche noi, al fianco delle decine di migliaia di studenti, ricercatori e docenti che stanno protestando in queste settimane contro l’ ennesimo tentativo di smantellare il sistema dell’ istruzione pubblica e di svilire sempre di più il ruolo della cultura nel nostro paese. La maggior parte di noi sono studenti iscritti nelle Università Italiane e che nel corso di quest’ anno torneranno nelle loro facoltà, per questo ci preoccupiamo come gli altri del futuro dell’ università Italiana.

Tutto è nato dalle prime foto scattate dagli studenti nelle varie università di Europa, un modo per affermare la nostra presenza e la nostra attenzione, in seguito abbiamo creato con l’aiuto di internet una rete di contatti tra molte città d’ Europa, ora stiamo organizzando una grande giornata di mobilitazione unitaria per il 12 Dicembre. Alcune città per vari motivi si mobiliteranno il 13 o il 14 Dicembre, ma la nostra è e sarà un unica voce, in quanto avvertiamo la necessità di far arrivare un segnale forte di soldiarietà verso tutti quelli che protestano in Italia e di affermare il nostro rifiuto verso questa riforma.

Una riforma che si pone nel solco dei ripetuti tentativi di questi anni di distruggere il sistema dell’ istruzione e della ricerca pubblica attraverso tagli indiscriminati, una finta riforma dietro la quale si nasconde una serie di provvedimenti che porterà l’ Università pubblica ad avere un ruolo di sempre minore importanza rispetto ai centri d’ “eccellenza” privati, ai quali le risorse vengono aumentate.

Mentre il ministro e tutto il governo ci parlano di meritocrazia vengono diminuiti drasticamente i fondi destinati al diritto allo studio e aumentano le tasse di iscrizione, dimostrando che il principio della meritocrazia di cui tanto si riempiono la bocca è riservato solo a chi ha la possibilità economica di frequentare l’ Università, noi pensiamo che di merito non si può parlare se vengono a mancare gli strumenti che rendono uguali per tutti le condizioni di partenza. Non lo diciamo solo noi, lo afferma la Costituzione.

Inoltre l’accrescimento del peso dei privati all’ interno dei processi decisionali e gestionali delle Università , rende chiara l’ intenzione di favorire sempre più l’ingresso degli stessi all’ interno degli Atenei. I quali con il loro potere economico potranno influenzare molto facilmente un’ Università a corto di fondi , piegando ai propri interessi produzione culturale e ricerca scientifica che, in questo modo perderanno il loro ruolo pubblico e finiranno per essere asserviti a momentanee esigenze di mercato. La condizione di precarietà dei ricercatori aumenta e rimane legata a contratti a tempo determinato che nn assicurano nessun futuro. La riforma Gelmini non fa altro che peggiorare le condizioni di chi l’ Università la vive ogni giorno, condannando le attuali e future generazioni che vi passeranno ad un futuo sempre più incerto.


La nostra condizione di studenti all’ estero ci permette ancora di più di dialogare con quelle realtà che in queste settimane si stanno mobilitando in tutta Europa, tutti quelli che non ci stanno a pagare una crisi che non hanno contribuito a determinare, mentre chi l’ ha provocata continua ad arricchirsi indisturbato. Ci uniamo alle lotte di studenti e precari di tutta Europa contro un modello di sviluppo che ci considera oggetti a disposizione dei poteri economici che vogliono governare le nostre vite, modello che si realizza anche nell’ impostazione del processo di Bologna, il quale coinvolge tutte le Università europee e che ha molti punti critici in comune con la riforma Gelmini, nonchè un obiettivo comune, dismettere gradualmente il sistema pubblico dell’ istruzione.

Noi, studenti Italiani all estero ci mobiliteremo in tutta Europa, dalla Spagna all’ Ungheria, dalla Germania alla Romania, dall’ Inghilterra alla Turchia, ci mobiliteremo contro questa riforma e contro questo governo, un governo in crisi che si barrica nei palazzi per sfuggire al confronto. L’ onda lunga della protesta arriva in tutta Europa, la generazione della precarietà si riprende le strade e le città Italiane, ma inizia ad occupare anche quelle Europee e non demorderà fino a quando non verrà ascoltata, perchè adesso ne abbiamo abbastanza.

Il 14 Dicembre in un Parlamento nuovamente assediato si voterà la fiducia. Anche noi, insieme alle migliaia di persone che manifesteranno in Italia sfiduciamo questo governo, e lo sfiduciamo perchè siamo stanchi di di subire decisioni calate dall’ alto senza avere la minima possibilità di un confronto, siamo stanchi di un governo che continua a tagliare il nostro avvenire, uccidendo speranze, sogni, opportunità. Siamo stanchi di vedere il nostro patrimonio culturale sempre più degradato e abbandonato a se stesso, svilito e umiliato da chi, con la sua incompetenza lascerà solo macerie nel nostro futuro. Siamo stanchi dei continui attacchi allo stato sociale, della corruzione, della repressione, del proibizionismo, della censura, delle politiche securitarie, dell’ intolleranza, dello svilimento delle Istituzioni, delle offese, delle leggi ad-personam, degli scudi, dei decreti, dei voti di fiducia, delle immunità, degli impedimenti, stanchi di sentir parlare di Padania, stanchi di dover parlare dei festini, delle ruby, delle Noemi, stanchi dei Fede, dei Minzolini, dei Masi, stanchi di vedere quanto il nostro paese sia ridicolizzato all’estero, nonchè stanchi della politica dei miracoli, degli spot, delle magie, che ormai non hanno il potere di affabulare più nessuno…siamo stanchi di assistere ogni giorno al circo Berlusconiano, mentre il Paese cade a pezzi.”

Domenica 12 Dicembre
Adana – Amburgo – Barcellona – Bucarest- Budapest – Cordoba – Dresda – Dublino Falun – Lione – Londra – Madrid – Oviedo – Porto – Siviglia – Tartu
Lunedì 13 Dicembre
Francoforte – Berlino
Martedì 14 Dicembre
Parigi – Valencia

Lontani dagli occhi, vicini col cuore…

Studenti Italiani all’ estero in Mobilitazione

Fonte: ateneinrivolta.org