Ovviamente non parlo di una improbabile incarnazione del sito che state leggendo, ma di un caso di omonimia scoperto casualmente con una banale ricerca su Google. Digitando “medeaonline” infatti, tra i tanti risultati riferiti al nostro sito, fa capolino anche lei, Medea. Saltando di risultato in risultato arrivo al suo blog personale Volevo solo lavorare. La tematica principale è il precariato, Medea racconta con ironia e amarezza le esperienze di una giovane precaria. A furia di leggere alla fine mi appassiono alle sue vicende. Scopro dal suo profilo pubblico che ha 31 anni e scrive da Roma, che è originaria di La Spezia e che ha frequentato con successo la facoltà di Sociologia. Dopo un’esperienza di volontariato in Palestina ha tentato anche la via dell’insegnamento universitario approdando a un incarico di assistente di cattedra stipendiato. L’unico problema però era proprio lo stipendio: miserrimo. Così, con l’assurda pretesa di avere un impiego degno di questo nome, tenta la scalata al successo professionale. Scoprirà a sue spese che il mondo del lavoro non è certo accogliente verso i giovani laureati. Purtroppo la sua è una storia come tante e spesso su questo sito abbiamo dovuto dedicare spazio al problema del precariato. Per noi della Redazione fa una certa impressione accostare al suo nickname (a noi tanto famigliare) alle vicende che racconta. In bocca al lupo Medea, ti auguriamo di trovare al più presto un ottimo impiego. Promettici però di non interrompere il tuo blog, ormai ci siamo affezionati.