Immaginare un oggetto e costruirlo, facendolo nascere dalle nostre mani.  Per molti, la maggior parte in verità, è un’esperienza che si è chiusa con l’infanzia, passata tra mattoncini Lego e pezzi del Meccano. Per altri, è diventata la passione di una vita. È il caso dei modders, che si dilettano alla pratica di modificare o di creare dal nulla il case di un computer, allo scopo di migliorarne e personalizzarne l’estetica, trasformando un prodotto industriale in un’opera di artigianato artistico. Una pratica tipicamente nerd, poco conosciuta in Italia, dove si contano rare community composte da fedelissimi appassionati, che avranno l’opportunità di farsi conoscere ed apprezzare dal grande pubblico al prossimo Lucca Comics and Games, la più importante rassegna italiana dedicata al fumetto, all’animazione e all’universo ludico e fantascientifico, che si terrà nella città toscana da domani fino a domenica.

All’interno di un programma come sempre ricchissimo e sconfinato, che comprende eventi come la Giornata Nazionale del fumettola presenza ospiti d’eccezione nel panorama dell’animazione e del disegno,  nonché momenti  dedicati ai giovani autori di giochi, come Gioco Inedito e Prototype Review Corner, quest’anno  troverà spazio anche il Lucca Modding Contest, un concorso, il primo in Italia di una certa rilevanza,  dedicato agli amanti del genere, che nei mesi scorsi hanno dato sfogo alla loro creatività nerd dedicandosi a progettare e modellare case di computer.

“La gara si divide in due categorie: una dedicata al modding propriamente inteso, dove per base costruttiva si utilizza uno chassis preesistente, una dedicata agli autocostruiti, dove il case costruito integralmente dal partecipante” spiega Alessandro Cavalieri, organizzatore della manifestazione il cui coordinamento artistico è affidato all’Italian Modding Club, la prima associazione italiana dedicata al genere.
“Il modding, le mod dei videogame, i machinima e perfino il tunning delle macchine vengono, in ambito sociologico e accademico, definiti come User Generated Content” continua Alessandro “L’idea è che l’utente medio possa inserirsi nella catena del lavoro e della creazione del valore delle merci è assolutamente caratterizzante della dimensione contemporanea di produzione di contenuti” .

Dopo una fase eliminatoria, in cui sono i progetti sono stati scremati dal voto online, in finale si presentano tredici macchine: a decretare i vincitori sarà una giuria di addetti ai lavori, presieduta da Gianluca Tait, modder italiano conosciuto come G69T, apprezzato a livello mondiale e creatore di Dark Blade, un “mostro” che sarà esposto a Lucca in questi giorni.
Dando uno sguardo, invece, ai case in finale, si rimane davvero sorpresi: l’hardware da prodotto di serie si trasforma in oggetto con una sua dignità artistica ed estetica, senza mai prescindere la funzionalità; uno dei requisiti del concorso, e della cultura modding è che le macchine debbano essere rigorosamente funzionanti.  Ma volete mettere la goduria di avere uno chassis decorato con gli ingranaggi che perseguitavano Charlie Chaplin in Tempi Moderni o uno in cui è riprodotta la scena del mitico rigore calciato da Grosso nella finale di Coppa del Mondo?

[fonte: Wired.it – Federica Cocco]