Continua il nostro viaggio con Giuliano Bonanni, attore e regista friulano che firma una produzione italo-francese de "Le nozze di Figaro". Ci spiega il teatro dal punto di vista del regista.

Il Teatro è forse l’Arte più diretta, il fenomeno rituale-sociale espressivamente più coinvolgente, lavora sullo scambio emotivo tra uomo e uomo. Ecco perché come regista teatrale percepisco la necessità di affrontare l’allestimento di uno spettacolo non come il mettere in evidenza una cifra stilistica, una sorta di firma intellettuale alla rappresentazione di un testo, ma come un percorso in cui il mio ruolo sia quello della guida, di colui che direziona gli attori verso la presa di coscienza del loro essere creatori e non esecutori. Sotto questo punto di vista, le tecniche di recitazione diventano supporto per permettere alla persona-attore di esprimere la propria urgenza artistica.

Il teatro come fatto politico

Il rito del fare Teatro, ovvero lo scambio umano ed artistico tra gli attori e fra la compagnia ed il regista, lo scambio emotivo fra gli attori/personaggi ed il pubblico, l’interpretazione vivificata del materiale di un autore, è momento di critica sociale e di confronto, non è solo atto performativo. Affrontare “Le nozze di Figaro” con la compagnia francese “Avanti!”, formata da 8 attori (AGATHE BOUDRIERES, THIBAUT KIZIRIAN, IVAN MADER, LUCA ANTHONY MARTONE, REBECCA MINI, LOIC RICHARD, OCEANE RUCINSKI, CAMILLE THOMAS, Assistente alla REGIA: GABRIELE GATTINI BERNABO), rappresenta un viaggio alla scoperta di nuove terre; un viaggio dove il regista arma le navi, fa salire a bordo gli attori, si spiegano le vele del materiale drammaturgico e si naviga con il vento dell’esplorazione attraverso il training fisico e l’attitudine psichica, individuando giorno per giorno la direzione in attesa di approdare a quella nuova riva che è lo spettacolo e che prelude ad un entroterra da scoprire (le ulteriori fasi di approfondimento dei personaggi, delle dinamiche di relazione e delle dinamiche della pièce ).

Le tappe del viaggio

Ecco in sintesi le tappe di questa prima parte del “viaggio”:
– La compagnia ha scelto il testo in base a determinate esigenze artistiche e alla composizione del gruppo di attori. Le necessità di allestimento si erano, pertanto, formalmente concentrate sul desiderio di ottenere uno spettacolo incentrato sull’interpretazione degli attori, sulle loro abilità, che affrontasse un testo “classico” mettendone in evidenza l’attualità e che comprendesse l’utilizzo di mezze maschere di commedia.
– Lavorare in modo sostanziale su questi elementi ha richiesto la costruzione di un percorso specifico relativo al potenziamento degli strumenti espressivi degli attori e inerente alla parte fisica, emotiva ed attitudinale degli interpreti. Il Training, dunque, si è concentrato sulla percezione del centro interno del corpo e la sua relazione con la periferia; sull’irradiare l’intensità fisico-emotiva verso l’esterno; sulla dissociazione tra le varie parti del corpo e tra l’impulso fisico e quello vocale; sulla creazione di un secondo respiro attraverso lo “scompenso” (tecnica di sopportazione della fatica fisica che ho elaborato nel corso degli anni ) e su esercizi pratici di percezione fisica dei principi che regolano l’espressività delle maschere di Commedia.
– Il Training si è organicamente sviluppato nella direzione della creazione dei personaggi della pièce.
Contemporaneamente ad una stimolazione degli strumenti abbiamo affrontato un lavoro di analisi del testo. Un testo complesso in cinque atti a cui avevo apportato una prima riduzione, facendo attenzione a non sacrificare nulla delle linee di relazione erotica su cui si basa il materiale drammaturgico de “Le nozze di Figaro”.
– L’Analisi è stata momento e condizione essenziale per comprendere la natura del testo di Beaumarchais e le dinamiche da sviluppare sulla scena. Il processo di scoperta degli elementi strutturali dell’opera ha avviato un’altra tappa di lavoro: le Improvvisazioni. Un ring scenico nel quale gli attori si mettono in azione rispetto ai personaggi, alle relazioni, agli accadimenti e ai temi della pièce. L’esplorazione attraverso le Improvvisazioni prevede l’utilizzo del materiale dell’autore senza la memorizzazione del testo così come è scritto, in modo da vivificare e concretizzare le dinamiche che si attivano all’interno della storia.

Da esercizio mnemonico alla percezione della vita

E’ grazie a questa tappa di lavoro che siamo potuti giungere ad affrontare le scene. Immergersi nella composizione ha significato, anzitutto, abbandonare il piano delle parole ed affrontare il livello delle circostanze esteriori ed interiori all’opera, abbandonare il livello mnemonico per percepire gli impulsi di vita concreta de “Le nozze di Figaro”, un testo di profonda critica sociale e in parte autobiografico che, nel momento in cui venne scritto, subì sei anni di censure e diverse modifiche per essere rappresentato. Il nostro viaggio ci ha portato ad un primo approdo, ovvero ad un’anteprima per il Festival “Printemps des Arts”, ed ora ci attende l’esplorazione dell’entroterra, l’approfondimento dei personaggi, delle relazioni, delle dinamiche del testo anche attraverso i costumi, i canti e le danze.
Augurateci buon viaggio e seguiteci nella nostra prossima tappa…

  • LE DATE DELLA PIECE:
    La prima ufficiale è il 29 gennaio 2016 al Theatre di Buc.