Linus Torvalds«Ciao a tutti gli utenti Minix. Sto creando un sistema operativo libero – solo per hobby, niente di impegnativo o professionale come Gnu – per 386 e compatibili: ci sto lavorando da aprile e comincia a prendere forma. Mi piacerebbe sapere cosa vi piace o non vi piace di Minix in modo da poterlo risistemare col mio sistema operativo. Ogni suggerimento è benvenuto». Con questo messaggio lanciato in rete Linus Torvalds presentava al mondo il proprio “hobby”, un passatempo destinato a costituire una pietra miliare dei sistemi operativi. Parliamo di Linux la cui filosofia di base – fondata sui concetti di condivisione e libera circolazione della conoscenza – è già perfettamente chiara in quella e-mail tanto colloquiale quanto inconsapevole degli effetti che avrebbe avuto. Un e-mail passata alla storia dell’Informatica e, in una qualche misura, anche alla storia dell’umanità.

Dilettante assoluto.
Linux vede la luce nel 1991 grazie al giovane studente Linus Torvalds che, appassionato di programmazione, era insoddisfatto del sistema operativo che usava abitualmente (il Minix del famoso messaggio), poiché supportava male i nuovi computer 386, all’epoca tanto economici e popolari. Così Linus decise di creare un sistema operativo – l’embrione da cui sarebbe venuto Linux – con lo scopo di divertirsi e studiare il funzionamento del suo nuovo computer, che era appunto un 386.
I suoi esperimenti portarono a Linux; ma a suo giudizio il suo sistema operativo era ancora troppo dipendente da Minix. Linus non gradiva la licenza di Minix che lo rendeva liberamente utilizzabile solo a fini didattici, quindi decise di sostituire ogni residuo di Minix col software del progetto Gnu, in parole povere con software libero. Così Linux divenne il progetto open source aperto ai contributi esterni che tutti conosciamo, e anche se nessuno all’epoca poteva prevederlo, questa caratteristica gli avrebbe permesso di ottenere il successo che tutti possiamo constatare oggigiorno.

Il più grande progetto collaborativo della storia dell’uomo. Milioni di appassionati in tutti questi anni hanno contribuito a sviluppare in molti modi Linux. Per questo motivo Linux, più di tutti gli altri sistemi operativi, è considerabile il frutto di uno sforzo collettivo enorme: il più grande a memoria d’uomo.
Linux è un termine che può assumere più di un significato. A seconda del contesto infatti può indicare il kernel – il cuore di un sistema operativo – originariamente sviluppato da Linus Torvalds, oppure il sistema operativo basato su tale kernel. Il nome Linux a dispetto dell’assonanza tra il nome dell’ideatore e quello del sistema è da attribuire a Ari Lemke, l’amministratore che rese per primo disponibile Linux su Internet via Ftp. In particolare Linux era il nome della directory in cui risiedevano i file del nuovo sistema operativo. il nome scelto da Torvalds era Freax, una combinazione tra “free”, “freak” e “x”, per indicare la caratteristica di un sistema ispirato a Unix. Linux attualmente, oltre all’incondizionato sostegno di una comunità sterminata di appassionati, gode del supporto da società come Ibm, Sun Microsystems, Hewlett-Packard, e Novell, ed è usato come sistema operativo su una gran varietà di computer: dai computer desktop ai supercomputer, fino ai cosiddetti sistemi embedded (cellulari e palmari).

Linux è obsoleto. Il 29 gennaio 1992 Andrew Tanenbaum, l’autore di Minix, probabilmente irritato dal continuo interesse verso Linux e dall’evidenza che il proprio sistema operativo è stato surclassato da un rivale programmato “per hobby”, scrive lo storico messaggio passato alla cronaca col titolo «Linux is obsolete». Come lui molto non accolsero il nuovo venuto con calore. Per tanti si trattava di un fastidioso incomodo (destinato col tempo a diventare un agguerrito rivale).
Il 14 marzo 1994, dopo un numero impressionante di aggiornamenti e correzioni nasceva la prima versione di Linux considerata stabile: fu lo stesso Linus Torvalds a presentarla all’Università di Helsinki.
Oggi, Torvalds continua a dirigere lo sviluppo dei kernel, mentre le altre parti del sistema sono sviluppate separatamente. Il compito di fornire un sistema integrato, che combina tutte le componenti di base con le più moderne interfacce grafiche (Linux, al contrario dei suoi concorrenti, ha più di un’interfaccia grafica) e con il software applicativo, viene ora svolto dalle distribuzioni. Nel 1996 fu scelto come logo ufficiale di Linux un pinguino disegnato da Larry Ewing e a esso venne dato il nome di Tux come abbreviazione di Torvalds UniX.

Nostalgia canaglia. Chi è abituato a sistemi operativi differenti da Linux è restio ad abbandonarli perché l’abitudine e la pigrizia spesso lo portano a pensare che non troverà su Linux programmi simili o equivalenti a quelli che usa di solito. In alcuni casi va detto che effettivamente è così, parliamo però di casi estremamente specifici. Facciamo qualche esempio: un architetto difficilmente troverò su Linux l’equivalente di AutoCad, un fotografo professionista si troverà in difficoltà senza Potoshop.
Per quanti però utilizzano generalmente programmi da ufficio (videoscrittura, fogli di calcolo, database, ecc…), oppure usano il computer per navigare in Internet e per consultare la propria posta elettronica ci sono solo buone notizie. Questo genere di programmi trova ottime alternative anche su Linux e, in alcuni casi, nel passaggio ci si guadagna per qualità e sicurezza (per non parlare dei costi delle licenze azzerati).
Dove cercare aiuto in caso di problemi? Che domande, in Internet. Gli appassionati di Linux in Internet sono milioni e generalmente ben disposti a dare spiegazioni o suggerimenti.

Vantaggi e svantaggi: perché e come passare a Linux. Il primo immediato vantaggio di Linux è la sua gratuità. Esistono distribuzioni di Linux per ogni esigenza: per vecchi computer, per postazioni di grafica, per ufficio, ecc. L’unico sforzo richiesto a chi desidera passare a Linux oggi è quello di scegliere la distribuzione più adatta alle sue esigenze, di scaricarla senza pagare nulla e di provarla. Molte distribuzione oggi sono fornite nel formato “live cd”: questo significa che è possibile farle partire direttamente da cd senza dovere installare nulla, si passa all’installazione solo in un secondo momento quando si è sicuri della scelta fatta.
Un’ultima cosa va detta: Linux, statisticamente, è meno esposto degli altri sistemi operativi ai virus. Se la sicurezza del vostra computer vi interessa questo è un fattore da tenere in considerazione.

fonte: wikipedia