Il principio è: produrre energia sfruttando il sole. La logica è quella dell’autoproduzione ed autosufficienza energetica anche su scala locale. Come? Attraverso l’effetto fotovoltaico che deriva dalla facoltà del silicio, materiale semiconduttore, di produrre energia elettrica in corrente continua se colpito dalle radiazioni solari. Oggi grazie anche alle politiche di incentivazione è possibile realizzare e diffondere su larga scala questi principi attraverso la costituzione di una rete di impianti ad energia pulita connessi alla rete nazionale. Gli impianti cosiddetti grid connected (connessi alla rete) sono quelli che dal 2005 usufruiscono dei vantaggi del conto energia, attraverso le tariffe incentivanti che “retribuiscono” l’energia prodotta.

Ma come è fatto un modulo fotovoltaico? Il modulo è formato dalle celle fotovoltaiche, unità base degli impianti. Ogni cella è in grado di produrre mediamente una potenza di circa 1,5 Watt in condizioni normali, e, assemblate in maniera modulare, possono arrivare a generare molti Gigawattora di corrente elettrica. Dipende tutto dalla superficie disponibile, ovvero tetti, facciate, terrazzi, serre o terreni non coltivabili (indicativamente ogni Kilowatt di potenza nominale installata occupa 8-10 metri quadrati di superficie).

Essendo il sole la fonte primaria, è determinante il posizionamento, l’orientamento e l’inclinazione dei moduli fotovoltaici per una ottimale produzione energetica. Condizioni ideali sono: tetto rivolto a sud (anche sud-est o sud-ovest va bene), minor ombreggiamento possibile nell’arco della giornata, inclinazione tra 25 e 35 gradi in base all’ubicazione dell’impianto rispettivamente a basse o alte latitudini. Se l’impianto viene installato a terra e su un sistema ad inseguimento solare i moduli oscillano seguendo il movimento del sole ed ovviamente risaltano la produttività dell’impianto: fino al 45% in più (anche se consumano essi stessi energia per orientarsi verso il sole).

Con impianti standard è possibile stimare per ogni Kwp installato una pruduzione annua che va dai 1.100 Kwh al nord Italia fino a 1.600 Kwh al sud a fronte di un fabbisogno medio annuo di 3.000 Kwh per famiglia. E’ quindi stimabile un dimensionamento “naturale” di 2-3 Kwp di installazione per famiglia per l’autosufficienza energetica. In termini di superficie ciò vuol dire circa 20 – 30 metri quadrati sufficienti per famiglia, per soddisfare il proprio fabbisogno energetico (20 mq al sud Italia e 30 mq al nord).

Per quanto riguarda i costi, infine, in linea di massima si indicano cifre che vanno dai 5 ai 7 mila euro per Kw installato “chiavi in mano”, ma questi sono soggetti ad una miriade di altri fattori quali: dimensione dell’impianto (per via delle economia di scala), ubicazione dell’impianto, trasporti, assicurazione, finanziamento, ecc. I prezzi si stanno comunque gradualmente abbassando e si abbasseranno almeno fino al raggiungimento della “grid parity“, ovvero del punto di pareggio tra il prezzo unitario dell’energia fotovoltaica e quello dell’energia prodotta da fonti fossili (che è invece in continuo aumento per via dell’esaurimento delle risorse disponibili).

Fonte: wikinotizie