50 immagini di grande formato, per buona parte inedite, compongono la mostra che la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese dedica, nella sua sede espositiva di Acireale, al fotografo catalano Jordi Bernadò. Sarà una delle più ampie esposizioni italiane sul giovane artista spagnolo, recentemente ospite con un nucleo di opere al MAXXI di Roma. Il sottotitolo dell’esposizione siciliana – Uno sguardo lucido e ironico – delinea una delle caratteristiche della poetica dell’autore: l’ambiguità delle sue immagini, sempre sospese tra realtà e invenzione.

In questa mostra, cifra per altro presente in molta parte della produzione dell’artista, Jordi Bernadò mescola nella sua fotografia i temi dell’architettura, della città e del paesaggio. Dietro al troppo pieno di segni, si delinea a volte il vuoto di significato: le immagini di Jordi Bernadò sono lucide e impertinenti, e anche rivelatrici di una civiltà dai contorni inquietanti; in particolare nel suo rapporto con l’arte, la religione e la storia. Alcuni dei tratti che egli descrive sono chiaramente tipici della Spagna, ma molti altri si ritrovano nei paesi del sud dell’Europa – l’Italia -. In fin dei conti, ciò che colpisce del lavoro di Jordi Bernadò è tanto, se non di più, la forma mentis che lo anima quanto i temi e i territori cui egli approda.

«Bernadò usa le sue immagini sul filo dell’ambiguità –  scrive Giovanna Calvenzi, nel saggio La perversa ambiguità della verità scritto in occasione del lavoro Welcome to Espain e pubblicato da Actar (Barcelona) nel 2009 – entra in pieno nel gioco contemporaneo della finzione narrativa utilizzando tuttavia il rigorosissimo”‘stile documentario”, lo stile dei grandi paesaggisti, lo stile, per antonomasia, più veritiero. La sua, se proprio sentissimo il bisogno di etichettarla, è una menzogna a posteriori. Nel senso che – annota ancora Calvenzi – al momento dello scatto Bernadò non si pone il problema di mentire, ha solo l’intuizione di una possibile futura menzogna che nascerà dalla contestualizzazione, dall’uso che farà delle sue immagini. È la realtà che diventa ingannevole e la sua oggettiva fotografia altro non fa che documentare. Il suo dispositivo classificatorio assembla solo frammenti di incongruenze e di anacronismi sparsi nel mondo. Colpevoli non sono più fotografi e fotografia ma gli uomini tutti: emigranti nostalgici, religiosi fanatici, viaggiatori insoddisfatti, progettisti immaginifici. E la sua fotografia sembra tornare all’imperativo primario che le fornisce l’illusione di una mendace consapevolezza di essere nel vero».

Jordí Bernadó. Insula Peninsular
Uno sguardo lucido e ironico
Galleria Credito Siciliano, piazza Duomo, 12 – Acireale
12 luglio – 30 settembre 2012
tel. +39 095.600.208 / 0957.113.517
www.creval.it