Manuel D’Escoto, presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, denuncia il golpe in corso in Honduras ai danni del presidente eletto Manuel Zelaya (nella foto). Facciammo il punto su quello che sta accadendo.

Nel paese centroamericano è in corso uno scontro tra il presidente e i poteri forti, rappresentati dall’esercito, le gerarchie cattoliche e l’élite politica, tra i quali lo stesso partito del presidente. Movimenti popolari, indigeni e sociali si sono schierati al fianco di Zelaya. Oggetto del contendere l’indizione di un referendum popolare per decidere se convocare o meno un’Assemblea Costituente in concomitanza con le elezioni presidenziali di fine anno, ritenute illegali dalle forze golpiste.

Da diversi anni ormai molti paesi sudamericani hanno riscritto la propria costituzione, aprendo a nuove forme di partecipazione popolare per la gestione dello stato, e il presidente honduregno, originariamente eletto da una coalizione di centro-destra, ha abbracciato questa dottrina politica, seguendo l’esempio dei paesi vicini.

Al momento solo l’aviazione militare ha garantito il suo appoggio al presidente, mentre alcuni reparti dell’esercito stanno occupando diverse zone del paese. In alcune zone i movimenti popolari hanno preso il controllo di caserme ed edifici pubblici, con l’intenzione di garantire il normale svolgimento della consultazione referendaria prevista per il 28 giugno 2009.

lunedì 29 giugno, in serata, il parlamento honduregno ha eletto Roberto Micheletti nuovo Capo dello Stato al posto di Manuel Zelaya Rosales, presidente dal 2006, rapito all’alba di ieri da un gruppo di militari e trasferito in Costa Rica.

Il governo costaricano di Óscar Arias ha dichiarato di riceverlo come “ospite” nel suo paese: «Zelaya è in Costa Rica dove può contare sulla nostra ospitalità e sulla protezione dell’ambasciata del suo Paese e del governo e della polizia della Costa Rica».

Contemporaneamente il presidente venezuelano Hugo Chávez ha minacciato ritorsioni verso i golpisti, mentre dagli Usa giunge una condanna del golpe. La Farnesina invece sconsiglia viaggi verso l’Honduras: «Una situazione di particolare instabilità si è venuta a creare in questi ultimi giorni, con possibilità di scontri tra fazioni avverse La tensione è alta in tutto il territorio nazionale, e chi si trovasse in Honduras è invitato a limitare al massimo gli spostamenti, a tenere un comportamento particolarmente prudente evitando luoghi di assembramento e di tenersi informati sull’evolversi della situazione anche attraverso gli organi di informazione locali e internazionali».

Fonte: wikinotizie