Le congiure di palazzo sono sempre di gran moda, soprattutto se servono a far rimanere le cose immutate. Tradimenti, riavvicinamenti, compravendite dei voti: sono cose già sentite e già viste che, alla gente comune, non interessano più. Se ne sono sentite tante di sciocchezze nei giorni scorsi, prima di quest’ennesima riconferma del governo Berlusconi. Chi sosteneva che bisognava evitare le elezioni anticipati altrimenti gli speculatori avrebbero assaltato la nostra disgraziata economia. Chi diceva che un governo tecnico Tremonti-Draghi era l’unica alternativa possibile a Berlusconi. Chi invocava un rimpasto nel centro-destra con l’allargamento all’Udc di Casini. Chi sognava un’opposizione col Partito Democratico e Futuro e Libertà. Tutte idiozie. In Parlamento è andata in scena la solita farsa, lo spettacolo per tenere buono il popolo bue.

Però, c’è un però: il popolo bue sta mettendo a ferro e fuoco Roma, Milano, Palermo e moltissime altre città italiane. Il popolo bue si è stufato di muggire è impazzito e comincia a mordere. Durerà? Nessuno può dirlo. È pericoloso? Moltissimo, ma ce ne rendiamo conto solo noi povera gente, in Parlamento non pensano ad altro che a mantenere i loro privilegi e i loro sederi al caldo. Mentre l’Italia con una bella capriola torna agli anni di piombo, i politici se la ridono e già pensano ai prossimi festini. Bravi, bene, bis! Hanno recitato tutti alla perfezione la loro parte, soprattutto i traditori, traditi e contenti di Futuro e Libertà. A quanto pare la rivoluzione della destra è rimandata, per ora dobbiamo tenerci fascisti, xenofobi e manganellatori: per avere un vero partito conservatore di tipo europeo in Italia dovremmo aspettare un bel po’. Una cosa è certa, non lo farà Gianfranco Fini.

La sinistra, il centro sinistra, l’opposizione: si erano tutti illusi o forse ci illudevano di essersi illusi? Come potevano sperare di far cadere Berlusconi e sostituirlo col vuoto pneumatico che rappresentano? Non che garantire un buon governo importi qualcosa all’attuale classe dirigente, intendiamoci. Tra Berlusconi e il vuoto pneumatico i nostri parlamentari scelgono il primo: pecunia non olet! E noi, popolani in braghe di tela, cosa possiamo fare? Oggi viene una gran voglia di riunirsi sotto la Bastiglia e prenderla a cannonate, domani tornerà il torpore televisivo, il gossip giornalistico, il nulla: insomma sempre di vuoto pneumatico si tratta, ma in questo caso è fabbricato ad Arcore. Il messaggio per noi poveracci è chiaro e semplice: ignoriamoli, disobbediamo alle loro stupide leggi ad personam, arrangiamoci con le nostre forze, regoliamoci da soli. Oggi, è drammatico dirlo ma è così, l’unica alternativa a Berlusconi in Italia è l’anarchia. E bruci l’Italia fino a ridursi in cenere: un buon modo per festeggiarne i 150 anni, no?