Il 1913 è stato, per molti versi, un anno di svolta nella storia dell’Occidente. In 1913 L’anno prima della tempesta Florian Illies riassume, in un piccolo gioiello di aneddotica e storia, le vicende dei noti e meno noti alle soglie del disastro dell’imminente Prima Guerra Mondiale

Il 23 febbraio del 1913, alle 19 in punto alla fermata del tram elettrico numero 9, si decide di violare il divieto di allestire in pubblico il nuovo dramma di Arthur Schnitzler Professor Bernhardi. Nella sede del Volksheim Koflerpark di Vienna l’opera di Schnitzler va in scena nonostante la polizia viennese ritenesse che «se, a livello di tutela del sentimento religioso della popolazione, pare possibile abbandonare le perplessità avanzate contro la messa in scena del dramma cancellandone o modificandone alcuni brani, la necessità di salvaguardare gli interessi pubblici ci obbliga a vietarne la rappresentazione in un teatro nazionale, poiché l’opera teatrale nel suo impianto complessivo, e con il concorso degli episodi presentati come esempio della nostra vita pubblica, mostra un quadro estremamente denigratorio delle istituzioni statali austriache e travisa da più punti di vista la situazione del paese». Di questo tenore altri interventi delle autorità pubbliche di quegli anni un po’ in tutta Europa, lette con il senno di poi ci si domanda come fosse possibile tanta attenzione alla forma, all’espressione della critica, e così poca alla sostanza, alle incrinature sociali e politiche che avrebbero condotto al disastro.

Quella volta che Picasso rubò la Gioconda

La società europea alla vigilia del primo conflitto mondiale appare nel libro di Illies per molti versi molto simile alla società europea del 2013. Grandi manifestazioni di cordoglio collettivo accompagnavano, allora come oggi, avvenimenti di ordine pubblico, spesso di cronaca, come per esempio il furto della Gioconda. Il celebre quadro di Leonardo Da Vinci viene rubato dal Louvre nel 1911. La polizia parigina sospetta in prima battuta gli artisti, uno tra tutti pare il più probabile artefice del furto: Pablo Picasso. Viene interrogato ma, per sua fortuna, ha un alibi e può tornarsene a casa a piede libero. I francesi, sconvolti per la gravissima perdita, depongono fiori davanti alla parete vuota del Louvre. Ancora una volta si sospettando gli artisti di voler turbare l’ordine pubblico, di voler sconvolgere l’apparente tranquillità in cui vivono gli europei.  Si sospettano gli artisti o si finge di sospettarli per gettare fumo negli occhi della gente comune, per impedire loro di vedere le mosse di chi sta più in alto e già prepara una carneficina che li riguarderà tutti.

Un libro sul passato che aiuta a capire il presente

Il libro di Illies ha molti pregi che lo rendono non solo importante, ma anche piacevole da leggere. Innanzi tutto lo stile di scrittura è essenziale, semplice, scevro da inutili appesantimenti. Diviso in paragrafi che comprendono un singolo aneddoto o più aneddoti successi in un unico arco temporale (una giornata, una settimana, ecc…), il libro racconta quel che è successo e quando è successo. L’unica pecca nella ricostruzione delle varie vicende del 1913 è, a mio avviso, la mancanza di una indicazione precisa sulla data dell’aneddoto raccontato sostituita da formule più vaghe che possono confondere il lettore (“lo stesso giorno”, “il giorno seguente” senza un riferimento alla data del giorno in questione). Questo era un libro che rischiava seriamente di essere un disastro. Fortunatamente la bravura di Illies ha salvato tutto, la sua capacità di far rivivere in maniera impeccabile avvenimenti e persone di un’epoca così lontana dal nostro presente e farli sembrare così vicini a noi è ammirevole. In questo senso il libro offre molti spunti di riflessione interessanti e diversi parallelismi tra l’Europa del 1913 e quella del 2013 che meriterebbero di essere approfonditi. La domanda per loro, gli europei del 1913, era “come avete potuto ignorare l’iceberg?”, la domanda per noi europei del 2013 è “stiamo ignorando l’iceberg?”

Florian Illies
1913 L’anno prima della tempesta
Marsilio, 304 pagine, 19,50 euro