Art no Apathy

Sciolti dai pregiudizi dei secoli passati, liberati da un ammasso di cognizioni inutili e dannose, sollevati dalle noie di quel lavoro manuale che vietava la pace, l’uguaglianza e la prosperità universale, gli uomini sono ora venuti a tale, che sembrerebbe quasi una fortuna non poter avere più potenza contro di loro. Ma pur troppo l’intima natura umana è viziata per modo, che non può essere per lei condizione d’esistenza senza un corredo più o meno grande di disturbi e di mali.Senza ripetere quel che dicemmo sugli accessi apopletici cerebrali e sull’abuso dei narcotici, aggiungeremo la comparsa d’un contagio che venuto in seguito alla febbre gialla e al cholera minaccia di essere esiziale all’intera umanità. I medici lo denominarono la peste apatica, e sembra infatti ch’egli riconosca origine dall’indolenza relativa cui son condannati ora gli organi umani dopo tanti e tanti secoli di soverchia e convulsiva fatica. Questo contagio putrido e spaventevole, il raffreddamento sensibilissimo della superficie terrestre, e l’aumento graduale della noia e del suicidio per causa di essa, sono i tre pericoli cui andiamo incontro, e nell’uno dei quali una volta o l’altra l’umanità finirà col soccombere. Per me io credo che avrò tempo a morire nel mio buon letto elastico; e morto me, che il mondo pericoli ancora, si addrizzi o tracolli, non me ne importa gran fatto. Solamente prego i miei eredi, che vogliano avere la compiacenza di incomodarsi per amor mio, e far sì che sul mio sepolcro sia seminato del tabacco di Spagna essendo io amantissimo di quell’odore. Così sia.

Questi cinque libri di storia scrissi io Vincenzo Bernardi di Gorgonzola per mio uso e divertimento nell’era volgare 2222, e 198 dopo il decreto del patriarca Adolfo Kurr che ordinò la distruzione di tutti i libri anteriori al 2000. Sia pace all’anima sua !…

[Leggi tutta la Storia filosofica dei secoli futuri di Ippolito Nievo 1860 – fonte Wikisource]