Nel pieno della bufera giudiziaria, la maggioranza e il governo si preparano a stralciare l’articolo 16 del decreto che punta alla riorganizzazione e al riordino della Protezione civile. E cioè quello che prevede la trasformazione in Spa. Ad annunciarlo, a margine di un incontro che si svolge nel pomeriggio alla Luiss, il presidente della Camera Gianfranco Fini: raggiunto dai giornalisti, risponde alle domande sul provvedimento dicendo che la norma verrà eliminata. E che quindi il dl «verrà completamente depotenziato». Intanto, dal Quirinale, si fa sapere che (in riferimento alle affermazioni fatte da Bertolaso su Repubblica),  fonti del Quirinale fanno osservare che «non rientra in alcun modo tra le competenze del Presidente della Repubblica esprimersi su atti relativi a dichiarazioni di stato di emergenza o di attribuzione della qualifica di grande evento».

Lo stop di Bossi. Sulla “riforma”, del resto, era giunto in mattinata già lo stop di Umberto Bossi: «Abbiamo una bella Protezione civile con migliaia di persone – aveva detto – non deve diventare una Spa, non deve sparire». Ma invece potrebbe essere Guido Bertolaso in persona a difendere in Parlamento il decreto: secondo quanto si apprende, dovrebbe essere domani in mattinata alla Commissione Ambiente di Montecitorio, dove approderà il testo. A esultare per lo stralcio, invece, è il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini:  «E’ una vittoria dell’opposizione – dichiara – e un passo indietro del governo». Quanto all’ipotesi che il governo ponga la fiducia, Franceschini non anticipa i tempi: «aspettiamo le dichiarazioni ufficiali. Intanto vediamo cosa scrivono nel maxiemendamento».

Ma la retromarcia governativa fa nascere dei dubbi nell’Idv. Il partito di Di Pietro saluta come “benvenuta” la frenata ma, tramite Silvana Mura, si chiede: «Che cosa sarebbe accaduto se nel frattempo non fosse scoppiato lo scandalo dell’inchiesta che coinvolge proprio la Protezione civile?». «E’ grave – continua la parlamentare – che un provvedimento, in particolare quando è emanato con la decretazione d’urgenza, diventi improvvisamente inopportuno perché nel frattempo sono stati scoperti degli altarini. Ancora una volta il governo Berlusconi viene pescato con le mani nella marmellata mentre tenta di far passare norme opache».

E in una nota, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli dichiara di essere «estraneo all’inchiesta che riguarda la Protezione civile ed altri soggetti incaricati di pubbliche funzioni. Le intercettazioni pubblicate oggi sono riferite all’annosa vicenda della costruzione della Scuola dei Marescialli e dei Brigadieri dei Carabinieri di Firenze risalente al 1997, che non ha attinenza alcuna con l’inchiesta sulla Protezione civile».

[fonte: Repubblica.it]