Roberto Cammarelle ha vinto l’oro nel pugilato nella categoria supermassimi alle Olimpiadi di Pechino 2008, battendo il cinese Zhang Zhilei per k.o tecnico. All’atleta di Milano, in forza alla Polizia di Stato, era richiesto di dare il massimo per sconfiggere, oltre all’avversario, anche la pressione dell’ambiente, che voleva veder assegnato alla Cina l’ultima mediaglia d’oro di questi giochi. Così è stato. Per la seconda volta consecutiva, l’Italia è la protagonista della chiusura dei Giochi Olimpici estivi, chiudendo questa volta con la finale di pugilato. Con questo bel episodio di sport si conclude l’Olimpiade 2008, targata “Pechino”. Un’olimpiade ricca di emozioni, affiancata da innumerevoli spunti di riflessione sullo sport, sulla Cina, sul nostro tempo. Un’Olimpiade che è stata un vero specchio del mondo contemporaneo: l’affermlazione sportiva quanto economica del gigante cinese, il secondo posto degli Stati Uniti, il radicale ridimensionamento degli stati europei, l’affermazione di stati come la Corea del Sud, insomma: lo sport rispecchia i nuovi cambiamenti globali. Del resto: dove c’è benessere ci si occupa del proprio corpo e dunque si fa più sport, e con i soldi arrivano federazioni sportive forti, efficaci, influenti. E si vincono le Olimpiadi. Sono iniziate quest’anno le Olimpiadi della Nuova Era Globale, le Olimpiadi del XXI secolo.

Ma su tutto, crediamo ha vinto lo sport. Dal severo Guo Jinlong all’intraprendente Boris Johnson, passando per Jacques Rogge, il passaggio della bandiera con i cinque cerchi segna la fine dell’Olimpiade cinese e da il via al quadriennio di attesa che si concluderà a Londra, nel 2012, con l’apertura della trentesima edizione dei Giochi Olimpici.

La cerimonia di chiusura è iniziata puntualmente alle 14 ore italiana, aperta dal countdown a -29 secondi, richiamando il numero dell’edizione di queste olimpiadi (appunto, la 29°esima), prima attraverso computer grafica sugli schermi dello stadio e poi nei cieli a partire da -10 secondi, con l’ausilio dei fuochi artificiali.
Un minuto dopo, la bandiera della Cina si alza seguita dall’inno cinese, che apre ufficialmente gli spettacoli di questa cerimonia. L’inno è seguito dalla proiezioni di un breve video in computer grafica che mostra le figure di alcuni atleti nei vari stati del mondo. Da ogni territorio, si leva poi una linea color bianco che va a formare una spirale intorno al nome di “Beijing” (Pechino).

Segue il vero spettacolo che vede all’opera 7.000 figuranti, che vestono abiti tipici della cultura cinese di colore giallo-arancio, che scandiscono a suon di tamburo la musica. Nello stesso frangente di tempo entrano in scena dei tamburi giganti che volano intorno alla zona in cui si sta svolgendo lo spettacolo, mentre entrano in scena da 4 diversi punti, donne vestite di giallo che indossano campanellini argentati e piccoli led luminosi.

Si viene a formare un cerchio completo, definito dai telecronisti di Rai Due che seguivano l’evento, il cerchio cinese. Si esibiscono nei pressi del cerchio le donne con i campanellini, andando a formare figure di diverso tipo: a raggiera, a cerchio, a fiore per poi distendersi per tutto lo stadio, formando un piccolo disegno. Su questo disegno sfileranno, pochi minuti più tardi, 60 ruote di luce, seguiti ancor prima da 8 carri a forma di vela.
A 15 minuti dall’inizio della cerimonia, si chiude il primo spettacolo, che dall’alto assume colori stupendi, che vanno dalle tonalità giallo-rosse a quelle celesti-fucsia.
Così, alle 14:16, si parte con la sfilata delle delegazioni, costituita solo dai portabandiera, che è stata divisa in 2: la prima partita dal lato di sinistra ha visto entrare per prima la Grecia, la seconda, dalla parte destra, ha visto sfilare per prima l’Arabia Saudita. Le varie delegazioni, seguendo un percorso preciso, si sono disposte in cerchio. 5 minuti dopo entrano gli atleti delle varie nazioni che hanno partecipato a questa olimpiade, in ordine sparso, per tutto lo stadio.

Nel frattempo, sul cerchio cinese, si esibiscono delle tamburine vestite di rosso e due bambine, al centro, alla batteria. Dopo aver contenuto la gioia di tutti gli atleti ed aver ricomposto le varie file, avviene la cerimonia di premiazione della maratona, che ha visto al primo posto il kenyano Samuel Kamau Wansiru, seguito a 44 secondi dal marocchino Jaouad Gharib ed il bronzo dell’etiope Tsegay Kebede.

Dopo la premazione, con la consegna delle ultime medaglie di questa olimpiade, sono seguiti l’incontro dei volontari con i nuovi eletti del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e l’inno della Grecia, la nazione da cui sono nate le olimpiadi. Alle 14:50 circa, hanno preso parola Hu Jintao e Jacques Rogge.

Il presidente del CIO ha affermato: «Il mondo ha imparato qualcosa di più della Cina e la Cina ha imparato qualcosa sul mondo. Questa notte giungono alla fine 16 giorni gloriosi di gara che ricorderemo per sempre. Grazie al popolo cinese, a tutti i meravigliosi volontari del BOCOG. Gli atleti di 204 comitati olimpici hanno illuminato gli impianti, nuove stelle sono nate, stelle dei passati Giochi ci hanno meravigliato di nuovo. Abbiamo condiviso la loro gioia, le loro lacrime, e siamo rimasti impressionati dalla loro abilità. Ricorderemo a lungo i risultati a cui abbiamo assistito».

Rogge ha chiuso il suo discorso con un’affermazione sullo spirito olimpico: «Voi atleti siete dei modelli di comportamento avete mostrato il potere unificante dello sport. Lo spirito olimpico vive nel caldo abbraccio di atleti rivali provenienti da nazioni in guerra. Tenete vivo questo spirito quando ritornerete a casa. Sono stati davvero dei Giochi eccezionali».
Dopo i due discorsi, arriva il momento dell’alzabandiera della Gran Bretagna accompagnata dal suo inno nazionale, nazione che ospiterà la prossima edizione dei Giochi olimpici, seguito subito dopo dall’inno greco, cantato, come è stato per la cerimonia d’apertura, da bambini cinesi.

Terminato il piccolo spettacolo pirotecnico composto dai cerchi olimpici, fanno il loro ingresso nel Nido d’uccello, il sindaco di Pechino Guo Jinlong ed il sindaco di Londra Boris Johnson, che si recano insieme al portabandiera del CIO, da Jacques Rogge. La scaletta ha visto passare la bandiera dal primo cittadino di Pechino al presidente del CIO, e da questo al primo cittadino di Londra. Tutto questo per segnare il passaggio del testimone dei giochi olimpici.

Alle 15:08 sugli schermi dello stadio viene mandata in onda un promo delle prossime olimpiadi, che si concentra sulla fermata ed il percorso di un autobus: innovativa e dai colori brillanti, la pubblicità ha rispecchiato la vita londinese ed ha fatto vedere un pò della sua città. Ma tutto ciò si è trasformato in realtà, con l’autobus doppio girare per lo stadio. Un autobus tipico londinese, colore rosso, con la scritta “London – Beijing – London” e davanti “London 2012”. Dal mezzo scende una bambina di 9 anni che si scambia con una bambina cinese un pallone da calcio. Fatta risalire su di esso dopo aver attraversato un tappeto su cui sono state disegnate delle striscie pedonali, ed accompagnato dal vigile, il bus si è subito trasformato in un palco, che ha visto protagonisti Leona Lewis e Jimmy Page con la canzone “Whole Lotta Love”. Dallo stesso palchetto è poi emerso dal basso David Beckham che ha calciato il pallone verso la platea.

Alle 15:19 si apre l’ultima parte della cerimonia: uno schermo con la tabella di partenze e arrivi di un aereoporto internazionale, una scala che conduce all’ingresso di un aereo immaginario, 3 persone he guardano verso la fiamma olimpica ed una pergamena, quella stessa pergamena, anche se ridotta, che alla cerimonia d’apertura conteneva un particolare disegno. Elementi che hanno dato il saluto a Pechino e che hanno seguito lo spegnimento della fiamma olimpica: momento, accompagnato da una colonna sonora malinconica, per dire che Pechino difficilmente dimenticherà questi Giochi, ed una tela su cui vengono inseriti i vari video dei momenti più belli delle giornate passate, che pian piano si congiungono fino a raggiungere il sacro fuoco di Olimpia, che di fronte ai 3 viaggiatori, si spegne, lasciando il segno nella Cina moderna. Alle 15:24 del 24/08/2008 la fiamma olimpica inizia così il viaggio, anche se non realmente, per raggiungere nel 2012 Londra.
Nel frattempo a Buckingham Palace era iniziato il “London 2012 Party” una festa – concerto che ha dato inizio alla preparazione per questi prossimi giochi olimpici.

Ma lo spettacolo non si conclude con questo triste momento, bensì continua, e vede l’inizio del segmento “Carnevale – Io amo Pechino”, che vede protagonisti 396 figuranti, che si dispongono sulla “Torre del Ricordo”, simulando il movimento della fiamma olimpica. La torre si tinge di azzurro, e grazie ai movimenti artistici dei cinesi presenti sull’edificio, viene simulato l’apertura di 3 boccioli di fiori di rosa, color rosso vivo, in perfetta sincronia.
Alcuni dei figuranti scesi poco prima, risalgono velocemente lungo la torre formando una spirale color arancio, e che viene pian piano ricoperta da dei teli dalle tonalità giallo-arancio che si elevano in aria, scoprendo la torre che vede raffigurato il logo delle Olimpiadi di Pechino 2008, costituito da tutti e 396 gli uomini partecipanti a questa segmento dello spettacolo. Una serie di artisti e cantanti si esibiscono in quest’ultimo pezzo, ridonando un pò di allegria alla cerimonia. Pezzo giovanile e brillante, moderno che rispecchia lo stile del video proiettato minuti prima sulle olimpiadi di Londra.
La cerimonia si conclude con il fastoso spettacolo pirotecnico, da 19 punti della città, che illumina parte della città a giorno.

A cerimonia conclusa il presidente del CONI, Gianni Petrucci, durante la conferenza stampa ha dichiarato: «Erano Olimpiadi difficili, lo sono state. Per questo arrivare noni, superare la Francia dopo 24 anni, è un risultato importante. Certo, ci sono state anche delle delusioni. Ma se per il World Economic Forum, l’Italia è al numero 46 su 125 Paesi censiti, nel medagliere olimpico siamo noni su 204. Ci sono stati più finalisti rispetto ad Atene. Per andare avanti servono cose che in Italia non ci sono. Ci vogliono tante risorse, noi non ce la facciamo».

Si chiudono così i Giochi di questa ventinovesima edizione, che hanno visto primeggiare la Cina, seguita subito dopo dagli Stati Uniti d’America, nel medagliere. Una edizione al centro dei dibattiti sui diritti umani, sin dal suo primo annuncio. Il testimone ora è nelle mani della capitale brittanica, che dovrà cercare di ripetere, seppur con un budget minimo, lo spettacolo svoltosi nella capitale cinese.

Fonte: wikinotizie