Fugge via dall’Europarlamento non appena gli comunicano la notizia. Destinazione Roma e poi Ceppaloni. Per abbracciare la moglie, perché “i sentimenti vengono prima di tutto”. Nega Clemente Mastella. Nega di essere invischiato in questa storia di posti regalati e abuso d’ufficio, di favori e di appalti. Perfino di sostegni elettorali dai clan. Ma non esclude che, come per l’inchiesta che lo ha costretto nel gennaio 2008 a dimettersi, anche sua moglie Sandra possa decidere di farsi da parte. Tutto resterà sospeso fino ad oggi. L’ex Guardasigilli, oggi deputato europeo del Pdl, è convinto che si risolverà tutto come due anni fa: “In un nulla di fatto”. E avverte: “Noi non ci arrenderemo”. Viene raggiunto al telefono un paio d’ore dopo che la notizia rimbalza dal capoluogo campano.

Clemente Mastella come si sente? L’inchiesta colpisce duro sua moglie ma tocca anche lei.
“Sono sereno. Non ho paura di niente”.

Dove si trova? È tornato a Roma?
“Sto rientrando dalla sessione dei lavori parlamentari a Strasburgo, mi trovo a Parigi in transito ma sto tornando di corsa a Roma per raggiungere mia moglie. Perché prima di ogni cosa ci sono i sentimenti e poi tutto il resto. Però in questa vicenda ci sono delle cose che davvero non funzionano. Che mi risultano alquanto oscure”.

A cosa si riferisce?
“Mi ha chiamato mia figlia stamattina presto da Roma. E mi ha detto che dentro casa mia sono arrivati all’alba quattro carabinieri. Stavano là dentro senza alcun permesso. Mi chiedo: cosa facevano? Cosa cercavano? Sono stati lì tre ore. Dalle 6 alle nove di mattino. Capite che shock per mia figlia? Ho dovuto ricordare loro che sono un parlamentare e che esistono certi limiti. E che quella era una violazione. Mi hanno solo risposto che stavano lì per attendere ordini”.

Che tipo di violazione, onorevole Mastella?
“Quella è una violazione di domicilio. Una cosa inaccettabile.

A questo punto sua moglie che farà?
“Sandra è tranquilla. Semmai, è amareggiata. Ma noi abbiamo tutti la coscienza a posto. Sappiamo di non dover temere nulla”.

Ma si dimetterà dalla presidenza del Consiglio regionale campano?
“Non posso escludere niente. Su questo, però, non mi faccia dire niente. Domani (22/10/2009, ndr) faremo una conferenza stampa a Napoli. E lì saprete tutto.

Lei cosa si aspetta e soprattutto come intende muoversi?
“Io sono assolutamente sereno. Andremo in tutte le sedi opportune a difenderci. Non ci arrenderemo. Nessuno può dire che io sono contro i magistrati. Nessuno può dire che io mi sia mosso contro le prerogative che sono proprie della magistratura. E continuerò a comportarmi in questo modo, difendendo i nostri diritti nel massimo rispetto”.

Ma lei si è fatto un’idea di questa inchiesta? Si parla di raccomandazioni, di liste di clienti, perfino di corruzione.
“Assolutamente no. Mi sembra tutto impossibile”.

Ritiene che questa inchiesta sia legata a quella che due anni fa l’ha costretta alle dimissioni da ministro?
“Temo che tutto nasca da lì. Anche se quella ormai è una vicenda superata. Mi chiedo: anche il governatore Antonio Bassolino è coinvolto nelle indagini?”.

[fonte: Repubblica.it]