«Computer numero tre, il tuo tempo è scaduto». Il soldato di picchetto scandisce il tempo di chattate e chiamate e assicura il regolare funzionamento della rotazione. Siamo al Media Center della base di Wilson, un tendone da dodici metri per otto allestito con postazioni Internet e telefoni long-distance per consentire ai soldati di chiamare a casa. A differenza dei canadesi che dispongono di una connessione wi-fi, gli americani non hanno accesso a una rete per connettersi con i propri pc e così si radunano nel media center della base. E’ aperto 24 ore su 24 per venire incontro alle esigenze di chi fa turni di notte o in orari particolari. Diciotto postazioni Internet sistemate lungo i lati laterali della tenda e al centro sedici telefoni separati gli uni dagli altri da divisori in compensato.

All’entrata c’è il militare di picchetto che segna sul computer principale nomi, ora di entrata e di uscita. Venti minuti per il pc e venticinque per il telefono, ma i tempi si restringono se la coda si allunga. Il rush hour come dicono negli States, è dalle 18 sino a tarda sera, mezzanotte anche le due talvolta, quando il media center si trasforma in una stanza delle emozioni. Risate, pianti, effusioni d’amore e desideri erotici consentono ai ragazzi del I battaglione di staccare dalla routine bellica per alcuni istanti. Ce ne accorgiamo quando nell’affannosa ricerca di un computer per contattare la redazione ci imbattiamo nel media center, che diventerà poi il nostro unico canale di comunicazione. Peter, specialist dell’Indiana, sorride mentre chatta con un suo amico, Joshua al telefono tranquillizza la mamma più preoccupata di lui per i tanti pericoli del fronte, mentre Calvin non stacca mai lo sguardo dallo schermo del pc.

Sbirciamo dal separè e capiamo il perché. E’ impegnato in una conversazione su Facebook con una sua amica che aveva inserito alcune foto in lingerie. Per un soldato che si alza uno si siede, alcuni si portano la webcam facendo infuriare tutti gli altri perché le chiamate video “rallentano il segnale”. Il tutto in un via senza sosta cadenzato dal militare di picchetto che di rado cede alle richieste di “one more minute” da parte dei commilitoni. Ci sono anche momenti di tensione, Mike un giovane soldato dell’Idaho alza la voce mentre parla con la fidanzata al telefono, viene richiamato all’ordine, ma non serve, manda tutti a quel paese e sbatte la cornetta. Alle sue spalle, al computer numero è seduto Fernando: china il capo sul tavolo per dieci secondi, poi lo rialza, ha gli occhi lucidi, ha appena letto qualcosa sulla chat. Scorre col mouse su e giù per vedere e rivedere quel messaggio, poi china di nuovo il capo e rimane immobile con la testa tra le braccia, sino a quando arriva il segnale: “Computer number three, your time is over”.

[fonte: La Stampa – Francesco Semprini]