Jerome David Salinger, autore del celeberrimo Il giovane Holden (The catcher in the rye) è morto a Cornish, nello stato americano del New Hampshire, all’età di 91 anni: lo ha reso noto il figlio dello scrittore. The catcher in the rye, con protagonista il giovane Holden Caulfield, uscì nel 1951, all’inizio della Guerra Fredda: venne subito selezionato come Libro del Mese e la recensione avvertiva i lettori che «chiunque stesse educando un figlio, vi avrebbe trovato una fonte di meraviglia – e preoccupazione».

Holden divenne rapidamente il più famoso anti-eroe della letteratura americano
dai tempi di Huckleberry Finn, e il libro ebbe un successo travolgente in tutto il mondo, vendendo 60 milioni di copie – ed eclissando tutta la successiva produzione di Salinger, peraltro non uno scrittore eccessivamente prolifico. Seguirono infatti la collezione di racconti Nove storie (1953), Fanny and Zooey (1961), Alzate l’architrave, carpentieri e Seymour, un’introduzione (pubblicati insieme nel 1963); il suo ultimo racconto, Hapworth 16, 1928, venne pubblicati dal New Yorker nel 1965. Da allora solo annunci di nuove pubblicazioni mai rispettati, l’ultimo nel 1999 quando un vicino di Salinger, Jerry Burt, raccontò che lo scrittore aveva altri quindici inediti nella cassaforte della sua casa.

Nel 1952 infatti Salinger aveva lasciato la natia New York per trasferirsi a Cornish, dove tre anni più tardi sposò Claire Douglas, dalla quale ebbe due figli prima di divorziare nel 1967; nello stesso tempo iniziò a rifiutare qualsiasi intervista, dando istruzioni al suo agente di respingere al mittente le lettere dei fan: secondo alcune voci riusciva a lavorare solo in un bunker di cemento. Di fatto, Salinger divenne celebre – oltre che per Holden, del quale rifiutò numerose offerte di produzione teatrale e cinematografica – per il suo rifiuto di diventare famoso: nel 1982 intentò causa ad un uomo che cercava di vendere una sua falsa intervista ad un quotidiano, e cinque anni dopo fu la Corte Suprema degli Stati Uniti a scomodarsi per impedire la pubblicazione di una biografia non autorizzata che riportava dei passi di alcune lettere inedite dello scrittore (che si era affrettato a sottoporle a copyright non appena saputo del progetto di biografia).

La cortina di ferro che proteggeva Salinger venne scostata solo nel 1998, quando la scrittrice Joyce Maynard nelle sue memorie descrisse una breve relazione avuta con Salinger negli anni Settanta, e soprattutto da Dreamcatcher, la biografia scritta nel 2000 dalla figlia Margaret nel quale dipingeva il padre come un recluso dal carattere scontroso.

[fonte: La Stampa]