Mentre le proteste in Iran giungono alla loro seconda settimana, un utente di Google che si fa chiamare Xárene Eskandar ha cominciato a seguire le attività su una mappa di Google, registrando gli eventi come vengono riportati ogni giorno. L’ultima mappa di mercoledì rintraccia gli eventi ora per ora e mostra i movimenti dei van e degli elicotteri militari delle forze speciali mentre avanzano verso i protestatori, oltre ai luoghi in cui i protestatori hanno riportato l’uso di armi da fuoco.
Le mappe sono molto simili a quelle create l’anno scorso per fare il crowdsourcing delle infromazioni ricevute dai “citizen journalists“, (o giornalisti civili) sulla violenza avvenuta in Kenya a seguito delle controverse elezioni. Nel caso del Kenya, un attivista ha sviluppato un software chiamato Ushahidi (“testimone” in Swahili) che ha permesso di contribuire a tutti con informazioni, email e sms. Queste informazioni potevano essere coordinate da un amministratore che mandava una segnalazione istantanea ai protestatori e agli altri citizen journalist e postava i dati su Google Maps. Il software è disponibile a tutti online.
Per quanto riguarda le proteste in Iran, nonostante siano cominciate come espressione di dissenso per i risultati delle elezioni, sembra che si siano presto trasnformate in in un movimento di massa a favore di riforme per i diritti civili, simboleggiate dalle iconiche immagini di Neda Agha Soltan, la giovane donna che è stata uccisa sabato da un cecchino del governo mentre osservava la protesta.
Prima che morisse, gli ultimi orribili istanti di vita di Soltan sono stati catturati in video da due cellulari, e ci è voluto poco perché si difondessero per la rete. Un altro video mostra Soltan a fianco ad un uomo che è stato identificato come il suo insegnante di musica (indossa un maglietta a righe), pochi secondi prima che venisse uccisa. Secondo quanto riportato dalle news pare che fossero rimasti chiusi nella macchina a causa del traffico e che fossero usciti solo per prendere un po’ d’aria e osservare la protesta.
Secondo molti la morte di Soltan ha dato inizio ad un movimento inarrestabile. Il suo volto è comparso in molti poster per le strade di Tehran.

[fonte: Wired.it – Federica]