Nella storia recente, il quartiere Bicocca è stato il cuore di quell’area industriale che si è rapidamente costituita ai primi del novecento e che per molti decenni ha rappresentato il simbolo dell’industrializzazione lombarda. Falck, Pirelli, ma anche Ansaldo e Campari avevano tutte in quest’area la sede dei loro estesi stabilimenti industriali.

A partire dalla fine degli anni Settanta, in seguito soprattutto alla riorganizzazione dei grandi gruppi a livello internazionale, si assiste ad un progressivo disimpegno dell’industria dalle aree urbane del nostro Paese dove si erano fino ad allora concentrate. Nell’80 nasce il Progetto Bicocca con l’obiettivo di riqualificare l’area industriale del quartiere, restituendola al tessuto urbano milanese e trasformandola in un nuovo polo della città. L’operazione, che interessa una superficie di 960.000 mq, è il più grande intervento di trasformazione urbanistica in Italia e in Europa è secondo solo a quello di Berlino. Il progetto di riqualificazione ha da subito privilegiato un aspetto multifunzionale portando a un’integrazione tra realtà culturali, economiche e sociali diverse: dalla fondamentale presenza dell’Università degli Studi Milano – Bicocca con oltre 45.000 studenti, al Teatro degli Arcimboldi, dal Cinema Multisala e dai diversi centri di ricerca (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Laboratori Tecnologici Avanzati di Ricerca dell’Università) alle sedi di grandi società multinazionali (Hachette-Rusconi, Deutsche Bank, Pirelli, Siemens).