Il Nobel per la Letteratura è andato al francese Jean Marie Gustave Le Clezio. La motivazione del premio è la seguente: “autore di nuove sperimentazioni, avventure poetiche e di sensuale estasi; esploratore di un’umanità dentro e fuori la civiltà imperante”. 
Jean-Marie Gustave Le Clézio nasce a Nizza nel 1940. La sua famiglia è originaria della Bretagna emigrata verso le isole Maurizie nel Settecento (suo padre era chirurgo nell’esercito francese in Africa). Inizia a scrivere dall’età di 7 anni e, malgrado i molti viaggi trascorsi, non ha mai smesso di farlo. 
Effettua gli studi nel collegio universitario letterario di Nizza e dopo essersi laureato in lettere, diventa insegnante negli Stati Uniti d’America. A soli 23 anni, pubblica con Gallimard la sua prima opera: Le procès verbal (il Verbale) e diventa noto ricevendo il Premio Renaudot e mancando per poco il Premio Goncourt. Da allora pubblica più di 30 libri : fiabe, romanzi, saggi, novelli, due traduzioni dalla mitologia indiana e anche innumerevoli prefazioni e articoli e alcuni contributi ad opere collettive.

Nella sua opera si possono distinguere abbastanza nettamente due periodi.
Il primo periodo va dal 1963 al 1975, i romanzi e i saggi di Le Clézio esplorano i temi della follia, del linguaggio, della scrittura, con la volontà di esplorare certe possibilità formali e tipografiche, come fecero altri scrittori della sua epoca: Georges Perec e Michel Butor. Le Clézio si conquistò allora l’immagine di scrittore innovatore e ribelle che gli procurò l’ammirazione di Michel Foucault e Gilles Deleuze.
Alla fine degli anni ’70 (secondo periodo) Le Clézio compie un cambiamento nel suo stile e pubblica libri più leniti. La sua scrittura è più serena e i temi dell’infazia, della minoranza, del viaggio, passano al primo piano. Questo modo letterario seduce il suo grande pubblico. Nel 1980, è il primo a ricevere il Premio Paul Morand conferito dall’Académie française, per la sua opera “Désert”.

Nel 1994 è eletto più grande scrittore vivente in lingua francese,  nel 2008 vince il premio Nobel per la letteratura.

Fonte: wikipedia