Grande mostra sul pittore-filosofo del ‘900: René Magritte. Al Palazzo Reale di Milano, fino al 29 Marzo sono esposte le visioni pittoriche del maestro belga del surrealismo in un’esposizione dal titolo ricco d’arcani: Il Mistero della Natura. Grazie a prestiti eccezionali dei Musées Royaux des Beaux Arts de Belgique, della Fondation Magritte e di numerosi collezionisti privati, un centinaio di dipinti accompagnano il visitatore insieme ad alcune gouaches e sculture, per raccontare l’arte di René Magritte e in particolare il suo approccio al tema della natura.
E’ importante per me evocare il più fedelmente possibile la misteriosa dimensione che risulta dall’unione o dalla trasformazione di oggetti familiari in modo tale che la nuova immagine contraddica completamente la nostra idea ingenua o erudita del mondo. L’arte è per me un modo meraviglioso per evocare il mistero, per nobilitare l’oggetto più comune e renderlo meritevole di essere rappresentato”. Cosi’ si esprimeva il maestro. “La natura ci offre lo stato di sogno che procura al nostro corpo e al nostro spirito la libertà di cui hanno assolutamente bisogno”. Mistero e Natura sono dunque le parole chiave dell’universo artistico di Renè Magritte e sono le parole che hanno guidato le scelte dei curatori della mostra.

Magritte affronta questa tematica partendo dai primi, e quasi sconosciuti dipinti futuristi, passando dalle immagini più oscure del periodo fra le due guerre, fino ai celeberrimi dipinti prodotti dagli anni ’50 in poi. Tra questi, si segnalano alcuni capolavori, come ‘Souvenir de voyage’ del 1961, che rappresenta una mela verde mascherata per il carnevale, o ‘L’heureux donateur’ che racchiude i motivi ricorrenti della sua visione specifica della natura, o ancora il famoso ‘L’empire des lumières’ con la casa immersa nel buio di un parco sullo sfondo di un cielo azzurro coperto da nuvole bianche.

La mostra delinea così la statura di uno dei pochi artisti del ‘900 che ha posto la natura al centro della sua ricerca, mettendola in relazione con le caratteristiche e i limiti della vita dell’uomo moderno. I personaggi, gli interni, le nature morte dialogano con gli elementi della natura e compongono paesaggi “interpretati”,”rivisti”, con l’occhio di un lucido e spregiudicato intelletto moderno, sempre presente e sempre attento agli occhi dello spettatore, al punto che alcune delle icone di Magritte sono divenute ormai parte integrante del nostro immaginario collettivo.
Per Magritte – sostiene Arturo Schwarz -il mistero era lo strumento più idoneo per distruggere le abitudini visive e la logica dei luoghi comuni. (…) I metodi preferiti per conseguire questo fine comportavano la trasformazione di un oggetto, o di una situazione, ad un livello sia fisico che semantico. (…) Un cielo notturno illuminato dal sole rappresentava, per lui, la tipica permutazione di una tale situazione e un altro modo di creare un’immagine misteriosa e perciò poetica. Come afferma lui stesso, Magritte “fa urlare gli oggetti più familiari”, per imporre, attraverso l’immagine, l’evidenza di un mistero.

Come scrive Michel Draguet, questo mistero, che ha conosciuto numerose declinazioni nell’opera di Magritte, “in ultima istanza non è altro che la natura in ciò che ha di irriducibile alla cultura. La natura è onnipresente nel suo percorso artistico. Fornendo da un lato una miriade di temi che l’artista esplora e combina a piacere e costituendo d’altro canto la cornice di ogni cosa, il contenitore a partire dal quale si determina ogni forma di conoscenza”. La natura è il punto di fuga dell’opera di Magritte.

La mostra, ideata da Claudia Zevi e Partners, è curata da Michel Draguet e Claudia Beltramo Ceppi in collaborazione con Charly Herscovici e Paolo Vedovi.

Informazioni sulla mostra
Milano, Palazzo Reale
22 novembre – 29 marzo 2008
Informazioni e prenotazioni: tel. 199.199.111
Orari : Dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 19.30; lunedì, dalle 14.30 alle 19.30; giovedì, dalle 9.30 alle 22.30.
Biglietti : Intero € 9 – Ridotto € 7
Fonte : sito della mostra : www.mostramagritte.it