C’è tempo fino al 21 ottobre per visitare al Museo Archeologico Regionale di Aosta la grande mostra Wassily Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Francia, che comprende oltre 90 opere. L’evento è incentrato sull’ultimo ventennio della produzione del maestro russo ed evidenzia rimandi e confronti con Italia e Francia. La rassegna a cura di Alberto Fiz, realizzata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, porta l’attenzione sull’iter creativo di Kandinsky in un percorso che prende avvio dal 1925, quando termina la stesura del fondamentale manoscritto Punto, Linea, superficie, e termina nel 1944, anno della sua scomparsa.

La mostra si apre con Spitz-Rund (Appuntito tondo), del 1925, proveniente dall’Accademia Carrara, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, dove compare il riferimento al cerchio come elemento cosmico, e si conclude con Isolation, un’emblematica testimonianza del 1944. Il progetto si avvale di un prestigioso comitato scientifico di cui fanno parte Pietro Bellasi, Riccardo Carazzetti e Martina Mazzotta Lanza. Le opere di Kandinsky sono oltre 40, tra cui spiccano alcuni capolavori degli anni Trenta e Quaranta mai presentati prima d’ora in Italia. Tra i più celebrati maestri del ‘900, pittore e teorico, ma anche personalità dedita a diversi interessi, tra cui la musica e la scenografia (ha creato alcune composizioni sceniche teatrali), Kandinsky non solo è il fondatore dell’astrattismo, ma ha attraversato stagioni diverse, passando da una fase iniziale simbolista all’esperienza Bauhaus, fino al periodo parigino degli ultimi anni in cui recupera il rapporto con la natura.

Wassily Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Francia
A cura di Alberto Fiz
Museo Archeologico Regionale, piazza Roncas 12 Aosta
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tel. 0165 275902 – 0165 274401
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