Enrique Taillefer, un importante collezionista spagnolo e proprietario di una raccolta di libri antichi fra le più famose al mondo, commissiona a Flavio La Ponte la vendita del quarantaduesimo capitolo manoscritto della prima edizione de I tre moschettieri di Alexandre Dumas, che porta il nome de Il Vino d’Angiò. Il signor Taillefer però muore prematuramente (viene ritrovato impiccato al lampadario del suo studio). Qui entra per la prima volta in scena Luca Corso, che viene incaricato dal suo migliore amico Flavio La Ponte, di autenticare il manoscritto. Luca Corso è, infatti, un cacciatore di libri, sempre alla ricerca di volumi antichi da consigliare agli appassionati.

Corso inizialmente ha un colloquio con Boris Balkan, influente appassionato di libri antichi che non riesce a provare l’autenticità del capitolo de I tre Moschettieri; quindi si reca presso la villa di Liana Lasauca (la vedova di Enrique Taillefer) che garantisce l’autenticità del documento in suo possesso, non riuscendo però a comprendere il motivo per cui suo marito avrebbe lo venduto dal momento che vi era tanto affezionato. Quello stesso giorno Corso ha appuntamento con Varo Borja, ma arriva in ritardo, e ciò che lo aspetta è una missione. Il suo cliente lo aspettava in un edificio moderno in cui è custodita una delle più affascinanti e insolite collezioni di libri che hanno come argomento il diavolo.

La missione di Corso riguarda solo l’opera di Aristide Torchia Le Nove Porte Del Regno Delle Ombre, uno dei tre volumi (identici) sparsi per l’Europa, uniche copie sopravvissute perché il loro autore, accusato di aver scritto quel libro con la complicità di Lucifero, era stato bruciato sul rogo dalla Santa Inquisizione. In fondo al volume ci sono nove incisioni (forse tratte dal libro di Lucifero, il Delomelanicon) che rappresentano l’unica “chiave” di un viaggio oscuro. Corso si reca prima Lisbona poi a Parigi per confrontare la copia di Varo Borja con le altre due: una della collezione Fargas e l’altra della collezione Ungern. La missione si rivelerà piena di mistero infatti le due opere Il Vino d’Angiò e Le Nove Porte sembrano unite da un legame inspiegabile, quasi soprannaturale.

Arturo Pérez-Reverte
Il club Dumas
Il Saggiatore
2009
382 pp., 16,90 euro