Michelangelo Merisi da Caravaggio era un uomo difficile, spesso violento. La sera del 28 maggio 1606 commise il reato più grave della sua breve vita: uccise Ranuccio Tommasoni da Terni. A causa di una discussione, causata da un fallo nel gioco della pallacorda, il pittore venne ferito e, a sua volta, ferì mortalmente il rivale. Anche questa volta c’era di mezzo una donna, Fillide Melandroni, le cui grazie erano contese da entrambi.
Questo ennesimo atto di violenza, gli costò l’esilio. Per quattro anni, Caravaggio fu ospite in diverse città, tra l’isola di Malta e la Sicilia, passando per Napoli. Lasciò, in ogni sua tappa, il segno del suo passaggio, le intuizioni geniali della sua scandalosa arte di dipingere il vero.

Poi, nel 1610, da Roma gli fu inviata la notizia che Papa Paolo V stava preparando una revoca del bando d’esilio. Caravaggio, da Napoli, dove abitava presso la marchesa Costanza Colonna, si mise in viaggio con una feluca che settimanalmente faceva il tragitto Napoli-Porto Ercole e ritorno. Era diretto segretamente a Palo, feudo degli Orsini in territorio papale, luogo distante 40 km da Roma. In quel feudo avrebbe atteso in tutta sicurezza il condono Papale prima di ritornare, da uomo libero, a Roma.
Ma l’arrivo a Palo, disatteso perché segreto, avvenuto probabilmente di notte, causò il fermo dalla sorveglianza della costa per l’accertamento dell’identità. La feluca che lo aveva sbarcato, non potendo aspettare, proseguì il viaggio per Porto Ercole dove era diretta, portandosi dietro il bagaglio dell’artista. In preda alla febbre per infezioni intestinali, il Caravaggio fu lasciato alle cure della locale Confraternita che il 18 luglio 1610 certificò la morte avvenuta nel loro ospedale. Il giorno successivo, l’artista fu seppellito nella fossa comune ricavata nella spiaggia e riservata agli stranieri.

Nel 2010, a 400 anni dalla morte, Roma si riconcilia con uno dei suoi più celebri figli acquisiti. Dal 20 febbraio al 13 giugno, le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra Caravaggio, un’esposizione dedicata al celeberrimo, e celebratissimo, “genio lombardo” in un’ottica radicalmente innovativa e aggiornata, dopo quella recente alla Galleria Borghese dedicata al confronto tra Michelangelo Merisi e Francis Bacon.

In anni recenti, il gran numero di ricerche, studi, esposizioni e interventi sulle vicende biografiche e artistiche di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio ha confermato l’universale e crescente interesse intorno alle vicende artistiche del pittore e al suo ruolo cardine all’interno della storia dell’arte degli ultimi quattrocento anni. E’ questo lo sfondo e il clima in cui è nata l’idea di una nuova e ambiziosa – pur nella sua “semplicità” – iniziativa espositiva. Una mostra lineare ed emozionante, immaginata secondo un criterio assolutamente rigoroso, presentata al pubblico in un percorso sintetico, non antologico, incentrato sulle sole opere “capitali”, vale a dire sulle sole opere di Caravaggio storicamente accertate.

La scelta di privilegiare l’autografia sicura dei dipinti ha portato a escludere la produzione variamente riferita alla sua “bottega”, così come sono state poste a margine, quasi lasciate momentaneamente in sospeso, le “ulteriori versioni” e tutte le questioni sulle quali la critica del Novecento si è più volte confrontata, e continua a farlo, con pareri non sempre concordi. Il risultato finale è un percorso coerente e rigoroso che getta una nuova luce sui diversi momenti del sofferto iter evolutivo del linguaggio di Caravaggio: un percorso emozionante e cristallino che depura ed esalta l’eccezionalità e unicità della sua opera.

In mostra opere tra le più rappresentative dell’artista lombardo come la Canestra di frutta (fiscella) dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, il Bacco dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, Davide con la testa di Golia dalla Galleria Borghese di Roma, I musici dal Metropolitan Museum di New York, il Suonatore di liuto del Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, l’Amor vincit omnia dallo Staatliche Museum di Berlino e altri capolavori dai più importanti musei d’Italia e del mondo; una sorta di omaggio all’unicità dell’opera di Caravaggio proprio nell’anno dedicato alle celebrazioni per i quattrocento anni dalla morte del maestro lombardo.

La mostra delle Scuderie del Quirinale si pone, quindi, come un nuovo e appassionato momento di riflessione, un’occasione unica per penetrare l’essenza dell’arte del pittore “terribilmente naturale”, il suo rivoluzionario e sbalorditivo criterio di naturalismo, la sua ostinata, seppure dialettica, deferenza al vero, irriducibile a schemi e a scuola, solitaria nella sua grandezza e poesia.

Informazioni sulla mostra:

Caravaggio
20 febbraio  2010 – 13 giugno 2010
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma

Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura

Biglietto: Intero € 10,00, Ridotto € 7,50
Gruppi  € 7,50 e scuole € 4,00 per studente dal lunedì al venerdì
Gruppi € 10,00 sabato, domenica e festivi
Per i gruppi e le scuole la prenotazione è obbligatoria e pagamento

Informazioni, prenotazioni, visite guidate e laboratorio d’arte:
Tel. 06 39967500 ( per le scuole tel. 06 39967200)

Fonti: sito de Le Scuderie del Quirinalewikipedia