Alla Casa del Popolo di Lodi, in Via della Selvagreca, sabato 4 Ottobre  2008 alle ore  22:00 viene presentato lo spettacolo “68: per quanto voi vi crediate assolti…”, opera del Gruppo Sperimentale Teatro Canzone. Lo spettacolo propone un percorso tematico sugli anni della contestazione giovanile, analizzati nel decennio 1968-1978, e riletti attraverso gli inni e le canzoni di un epoca tra le più significative della modernità. Il 1968 è inteso come simbolo di una stagione di grandi trasformazioni sociali e culturali, che affonda le radici nell’era del boom economico del dopoguerra e che trova i suoi echi nell’arco di tutti gli anni settanta. Gli anni della contestazione, presentati attraverso gli episodi salienti, i principali protagonisti ed i suoi irruenti slogan, sono narrati dalla voce di Paolo Magri:  brevi parti recitate intendono far cogliere lo spirito, i desideri e i sogni di una generazione intera.
Vere protagoniste della serata sono le canzoni, tratte dal repertorio dei cantautori italiani e stranieri che hanno inciso sulle vicende e sul clima di quegli anni. Claudio Montironi alla tastiera, Cristian Girardi al basso elettrico, Marianna Maietti ai fiati, Marco Cafaro e Nicoletta Grazzani, le due voci, alla chitarra: il gruppo ha arrangiato brani appartenenti alla tradizione dei cantautori italiani ed internazionali, da Francesco Guccini a Giorgio Gaber, da Bob Dylan a John Lennon, dagli Intillimani a Franco Battiato, da Edoardo Bennato a Fabrizio De André (da una cui canzone è tratto il sottotitolo dello spettacolo).

Lo spettacolo è organizzato in tre parti. Nella prima,”Vedrai che cambierà”, sono ricordate quelle condizioni e quegli autori che hanno preceduto gli eventi del ‘68 e che hanno, direttamente o indirettamente, contribuito a costruire il clima culturale e musicale di quegli anni. La seconda parte, “Per quanto voi vi crediate assolti…” affronta le vicende dell’anno 1968, in tutta la sua valenza di “momento di rottura”, mostrandone i principali fatti e protagonisti: le lotte operaie e studentesche, la liberazione sessuale, il nuovo ruolo delle donne e dei giovani, i momenti di gioia e di tensione di una generazione e di un tempo che cercava ovunque una rivoluzione. Nella terza parte, “La mia generazione ha perso”, lo spettacolo assume un atteggiamento meno didascalico e più critico, cercando di comprendere quanto quell’esperienza storica e generazionale abbia inciso sulla contemporaneità, quanto oggi sia rimasto di quell’eredità.
Lo spettacolo ricalca la formula del teatro-canzone già sperimentata dagli stessi autori con “A forza di essere vento”, spettacolo dedicato a Fabrizio De Andrè, già presentato a Lodi alla Casa del Popolo nel 2004, al Teatro alle Vigne nel 2005, a Lodi al Sole nel 2006.

Informazioni.
Per informazioni tel. 0371-421725. e-mail: casapopolo@gmail.com. L’ingresso è riservato ai soci. La tessera può essere fatta la sera stessa. Per la cena occorre prenotare.
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