I Baustelle (Rachele Bastreghi, Francesco Bianconi e Claudio Brasini) ci hanno abituati bene e non si smentiscono nemmeno con I mistici dell’occidente, il loro ultimo lavoro. Raffinato è forse l’aggettivo che più si addice a questo album che prende il proprio titolo dall’omonima raccolta curata da Elémire Zolla e pubblicata in Italia da Adelphi. L’attenzione è – come in Amen – rivolta alla situazione italiana in particolare e a quella dell’occidente in generale. Il punto di vista è quello intimista, schietto e disarmante che pretendiamo da Francesco Bianconi (il cantante e l’autore dei testi dei Baustelle); un cantautore che col tempo è diventato garanzia di qualità. I Baustelle richiamano la nostra attenzione alla necessità di un recupero della dimensione mistica dell’uomo. Le canzoni raccontano un’umanità tormentata dai falsi bisogni e dai finti problemi della vita quotidiana che ha smarrito persino la voglia di ricercare il vero senso della propria esistenza. In questa complessa riflessione – che i Baustelle sviluppano con una lievità e un’immediatezza invidiabili – si inserisce la critica all’indifferenza dei potenti e dei governi verso la miseria della gente comune. Nei brani riecheggiano sonorità anni 60 e 70, un rock che sembra mutuato dalla leggendaria accoppiata De André/Pfm e una minuziosa ricerca che si può paragonare solo al meglio di Franco Battiato.

I mistici dell’occidente, Baustelle – Atlantic
12 brani (più bonus track nella versione mp3)
Cd 20,40 euro – mp3 9,99 euro