La strategia della Fiat a Termoli? Il terrore. Apprendiamo dall’Ansa che, con l’ultimo licenziamento, diventano cinque gli operai mandati a casa dalla Fiat in una settimana e non sono che gli ultimi di una serie. I primi licenziamenti si erano registrati tra martedì e mercoledì scorsi. Tra loro, ci sono tre delegati Fiom e, oggi, uno del coordinamento dello Slai Cobas. Il 13 luglio la Fiat aveva licenziato un delegato della Fiom di Mirafiori perché avrebbe usato l’e-mail aziendale per diffondere un volantino per esprimere solidarietà ai colleghi di Pomigliano. E’ chiaro che l’azienda di Torino ha adottato una politica repressiva e intimidatoria nei confronti dei propri lavoratori. L’obiettivo è evidente: rompere la solidarietà tra i colleghi per potere poi fare tabula rasa della sindacalizzazione. E’ una cosa positiva? Fa bene alla Fiat già molto criticata dall’opinione pubblica per il famoso referendum aziendale? Lo Stato può continuare a non esprimersi su una questione così spinosa che riguarda una delle principali realtà lavorative del paese?