È Giovanni Chiodi, esponente del PdL (centro-destra) il nuovo presidente della Regione Abruzzo. Ha battuto con 295.731 voti, ossia il 48,81% dei suffragi, gli altri 5 candidati alla presidenza, e in particolare il diretto concorrente, Carlo Costantini dell’Italia dei Valori, che rappresentava i partiti del centro-sinistra, PD incluso.
Tutti i leader commentano con preoccupazione la scarsissima percentuale di votanti (52,98%): l’ex presidente del Senato della Repubblica, Franco Marini, ha dichiarato: «Un’astensione così larga è un problema politico per tutti, sia per chi vince che per chi perde». Il segretario dei democratici, Walter Veltroni, ribadisce: «Prima dei dati elettorali sono i dati dell’astensionismo a essere impressionanti. C’è stato il 30 per cento in meno di votanti rispetto alle politiche. Vuol dire che c’è malessere, stanchezza e critica anche nei nostri confronti».
Secondo Pier Ferdinando Casini, «Se il bipartitismo che si vuole costruire in Italia fosse una cosa che soddisfa gli elettori non ci sarebbe più della metà dei cittadini abruzzesi che non si sono recati alle urne. Questo è un campanello d’allarme molto pericoloso». Per l’ex premier Massimo d’Alema, «Evidentemente riflette anche la specifica vicenda abruzzese, che sicuramente ha determinato un distacco tra i cittadini e le istituzioni, ma è anche un segnale di carattere più generale: se non vota la metà dei cittadini è un problema che riguarda tutti i partiti».
Per il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, le cui parole vengono riferite da alcuni esponenti del PdL abruzzese, il partito di Veltroni avrebbe perso la battaglia elettorale «per essersi troppo schiacciato su Di Pietro». Il Cavaliere ha giudicato «preoccupante» l’alta percentuale di voti al leader dell’Italia dei Valori, ma ha anche lodato la «vittoria del buongoverno» del partito di centro-destra.
Interviene anche Italo Bocchino (PdL) che dichiara: «I dati elettorali dell’Abruzzo provano da un lato la bontà dell’azione governativa di questi primi mesi di legislatura e dall’altro la tendenza suicida del Partito democratico, che avendo consegnato la guida e la linea dell’opposizione a Di Pietro rischia di crollare irrimediabilmente nei consensi. C’è da augurarsi che Veltroni comprenda adesso che l’Italia ha bisogno di un’opposizione costruttiva e dialogante, pronta a lavorare assieme per riformare profondamente il paese».
Tesse le lodi del partito, ma non si dichiara “responsabile” della sconfitta Antonio Di Pietro, che riferisce: «L’IdV ha quintuplicato i suoi voti in Abruzzo. Ha vinto l’astensionismo ma chi resta veramente sconfitto è la politica che in tutta Italia e specialmente in quella regione sta dimostrando la propria incapacità nella lotta alla casta e ai suoi privilegi»

Qualche notizia su Giovanni Chiodi
Giovanni Chiodi detto Gianni (Teramo, 25 aprile 1961) è un uomo politico italiano. Sposatosi nel 1989, è padre di tre figlie. Il 15 dicembre 2008 è stato eletto Presidente della Regione Abruzzo.
Nel 1980 consegue la maturità classica e nel marzo del 1985 si laurea in Economia e Commercio presso la LUISS di Roma (relatore della sua tesi fu Giovanni Maria Flick). Dopo aver adempiuto al servizio militare frequenta un corso di finanza aziendale tenuto dall’Università Bocconi di Milano, a seguito del quale iscrive all’albo dei Dottori Commercialisti (1986) e a quello dei Consulenti Tecnici del Tribunale di Teramo (1988).
Dopo aver svolto la professione di revisione contabile, nel 1999 esordisce in politica concorrendo alla carica sindaco di Teramo: da candidato indipendente sostenuto da Forza Italia, da Alleanza Nazionale e dal CCD, ottiene il 41% dei voti e viene sconfitto dal rappresentante dell’Ulivo nonchè sindaco uscente Angelo Sperandio.
Dopo la sconfitta, diviene coordinatore dei gruppi d’opposizione in consiglio comunale.
Sin dal 2003 la Casa delle Libertà lo ripresenta come primo cittadino di Teramo per le elezioni comunali del 2004: in tale occasione Chiodi riesce nell’intento grazie al 52,8% dei consensi. Nella tornata elettorale di quell’anno Teramo è l’unico dei capoluoghi italiani dove il centro-destra riesce a riconquistare il governo della città sconfiggendo la coalizione di centro-sinistra, e ad oggi resta l’unico capoluogo abruzzese governato dal Popolo delle Libertà. Chiodi forma una giunta composta da donne e uomini relativamente giovani, tanto che essa risulta la più giovane tra quelle dei comuni capoluoghi italiani. Aderisce immediatamente al PdL nel 2007, e partecipa attivamente alla campagna elettorale nazionale del 2008 attraverso comizi ed incontri con i cittadini, pur non essendo candidato.
Nel 2008, successivamente allo scioglimento anticipato della giunta regionale causato dall’arresto del presidente Ottaviano Del Turco e di alcuni assessori, viene proposto dal Popolo delle Libertà alla guida della regione Abruzzo, in particolar modo su spinta del leader del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi, grazie alla quale supera la concorrenza interna dei senatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano e del deputato ed ex presidente della Croce Rossa Italiana Maurizio Scelli.
Sostenuto da altre tre liste (Liberalsocialisti, Movimento per l’Autonomia e Rialzati Abruzzo), alle consultazioni del 14 e 15 dicembre è il principale avversario del rappresentante del centrosinistra Carlo Costantini, oltre ad altri quattro candidati minori, ed ottiene la vittoria e la carica di presidente della regione.

Fonte: wikinotizie