Ogni Paese cerca di superare la crisi a modo suo: se noi abbiamo il Piano Casa, in Giappone c’è quello che potrebbe essere definito Piano Otaku. Il Primo Ministro giapponese Taro Aso ha presentato il piano economico del suo Governo fino al 2020. Il Giappone si trova ad affrontare la recessione più grave dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e la soluzione sembra risiede negli anime (i famigerati “cartoni animati giapponesi”) e nei manga. Taro Aso ha parlato di investimenti sull’ecologia e di una società più attenta agli anziani, ma si è dilungato anche a spiegare la sua intenzione di rinforzare il soft power del Giappone. Con questa espressione Taro Aso indica l’influenza di manga, anime e videogame sulla società. L’esportazione di anime e manga e la conquista di nuovi otaku (così vegono defini gli appassionati anime e manga giapponesi) in giro per il mondo potrebbero generare 500000 nuovi posti di lavoro e un mercato da 200-300 miliardi di dollari. L’esportazione di anime, manga e videogame (e dei gadget a essi ispirati) dovrebbe passare dall’attuale 2% al 18% delle esportazioni totali. La promozione della cultura giapponese all’estero potrebbe attirare 20 milioni di turisti entro il 2020. Hanno sconfitto demoni, subito metamorfosi incredibili, viaggiato nello spazio e nel tempo, ma ora i protagonisti dei fumetti giapponesi si trovano ad affrontare la sfida più difficile: salvare l’economia giapponese dalla recessione.

[fonte: Giappone360]