La Spd, cuore antico della sinistra europea, è in una crisi da cui non si sa se ce la farà a uscire, ha detto l’autorevole direttore dello splendido settimanale Die Zeit, Giovanni Di Lorenzo. Riunioni d’emergenza, il leader del partito pronto a gettare la spugna, congresso straordinario a novembre, il popolo di sinistra tradizionale sotto shock. Il nuovo centrodestra del giovane, dinamico leader liberale (Fdp) Guido Westerwelle e della cancelliera democristiana (CduCsu) Angela Merkel invece è già al lavoro.
Merkel e Westerwelle hanno avuto un primo colloquio esplorativo ed entro la prossima settimana cominceranno a ritmo serrato i negoziati per il programma di governo e la distribuzione degli incarichi ministeriali nella nuova coalizione. “Angie” e Guido hanno fretta: il nuovo Bundestag, cioè il Parlamento federale uscito dalla svolta storica delle elezioni di domenica, terrà la sua seduta costitutiva-inaugurale entro il 27 ottobre. E la cancelliera venuta dall’est ci tiene a che il governo “nero-giallo” (dai colori dei due partiti, cioè nero per la CduCsu e giallo per la Fdp) sia varato entro il 9 novembre, l’anniversario ventennale della caduta del Muro di Berlino.
“Vogliamo lavorare spediti, ma anche seriamente e a fondo”, ha spiegato a noi giornalisti Guido Westerwelle. Forte del volo del suo partito, la Fdp appunto, vuole ottenere che nel programma di governo per una coalizione con una CduCsu indebolita “sia tradotto in pratica il massimo possibile del programma di noi liberali”. Cioè meno tasse, vistosi sgravi tributari, incentivi quindi all’economia per creare più posti di lavoro, più spese per l’istruzione.
Westerwelle iscrive tra le sue priorità anche il pacifismo: “Ci piace moltissimo e ci entusiasma la proposta del presidente Usa Barack Obama per un disarmo radicale, fatta propria dall’Onu con la richiesta di un mondo senza più armi atomiche”, ha detto, “io voglio che siano ritirate le ultime testate nucleari in Germania, un relitto della guerra fredda”.
Le atomiche di cui “superGuido” vuole il ritiro sono testate delle US Armed Forces in dotazione alla Nato, affidate al comando Nato e alla decisione politica d’impiego o di minaccia d’impiego in mano a Washington, all’Alleanza e ai governi nazionali dei paesi dove sono schierate. I vettori sono spesso bombardieri dei paesi europei ospitanti, come i Tornado della Luftwaffe o dell’Aeronautica militare italiana.
Sui tagli al fisco non si escludono frizioni tra gli ambiziosi piani della Fdp che vuole sgravi rapidi in due fasi di qui al massimo il 2013 e la prudenza dei democristiani della cancelliera. Non a caso Angela Merkel ha detto oggi lunedì di voler essere e restare la garante dell’equilibrio sociale tra i redditi e dell’economia sociale di mercato.
Quanto alle poltrone nel futuro governo, nessuno dei due si sbilancia ma è assolutamente scontato che Guido Westerwelle sarà ministro degli Esteri e vicecancelliere. In politica estera ed europea vuole sostenere l’integrazione della Ue sulla via del Trattato di Lisbona ma al tempo stesso è contro ogni pressing dei paesi forti e grandi della Ue (come la Germania) sui più piccoli.

[fonte: Repubblica.it]