Lifesaver, che utilizza un filtro ceramico non-chimico per bloccare i virus a partire dai 25 nanometri. Prima che sia necessario cambiarlo, il filtro può produrre 6,000 litri d’acqua. Già ad ottobre del 2008, Pritchard aveva cambiato il progetto per un contenitore d’acqua più grande, il Lifesaver hydrocarry UF, che ha una capacità di 6,000-litri e che, come le bottiglie più piccole, utilizza una tecnologia avanzata per filtrare i batteri, i virus, le cisti, i parassiti, i funghi e tutti i patogeni trovati nell’acqua, senza utilizzare agenti chimici. Entrambi i dispositivi forniscono acqua pulita, perciò per le vittime dei disastri naturali o di crisi umanitarie non sarà necessario spostarsi per cercare acqua. Potranno quindi rimanere nella loro terra e concentrarsi sulla ricostruzione delle loro abitazioni. Pritchard ha detto che sia l’esercito statiunitense che quello britannico avevano mostrato interesse per la sua invenzione, ma è rimasto deluso dal fatto che non è ancora utilizzata in giro per il mondo. “Il dispositivo costerebbe soltanto solo 5 centesimi al giorno se dividi il costo totale del suo prezzo per le volte in cui questo verrebbe utilizzato” ha affermato. “Fornire tutto il mondo di acqua pulita attraverso questo dispositivo costerebbe in tutto 20 miliardi di dollari.  Per farvi capire l’importanza di queste cifre vi basta pensare che la Gran Bretagna spende in tutto 12 miliardi di dollari in aiuti all’estero”.

[fonte: Wired.it – Federica Cocco]