Secondo il ministro dell’Economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, le tre offerte finora pervenute al governo per l’acquisizione della casa automobilistica Opel sono insufficienti. «Ci troviamo ora con tre offerte per il rilevamento di Opel. Ma questo non significa che una di queste automaticamente e per forza abbia effetto» ha affermato il politico dell’Unione Cristiano-Sociale in Baviera nell’edizione domenicale del giornale Bild. Poi, sempre riferendosi alle tre offerte ricevute per Opel dal gruppo italiano Fiat, dall’azienda austro-canadese Magna International e dal fondo statunitense Ripplewood, ha aggiunto che prima bisogna «essere sicuri che le considerevoli risorse fiscali, che dovremo impegnare per questo, non vadano perse. Questa sicurezza non è attualmente garantita da alcuna delle tre offerte in modo sufficiente».

Tuttavia c’è una buona notizia per Fiat: il quotidiano Bild ha anche rivelato che la cancelliera tedesca Angela Merkel appoggia indirettamente il piano presentato dal gruppo torinese, in quanto quello del colosso Magna International prevede il taglio di 2.200 posti di lavoro nella fabbrica di Bochum, nel Nord Reno-Westfalia. Già nei giorni scorsi era stato il governatore del Land a dirsi contrario all’offerta della compagnia austro-canadese.

Il gruppo guidato da Sergio Marchionne rilancia con una nuova offerta, che prevede al massimo 2000 esuberi alla Opel e l’accettazione della Mitbestimmung, la cogestione sindacale, che prevede una composizione paritetica di sindacalisti e rappresentanti dei datori di lavoro nel consiglio di sorveglianza di un’azienda. È sempre il tabloid Bild a rivelarlo, in un’intervista a Sergio Marchionne, il quale afferma che il piano del Lingotto «soddisfa meglio di ogni altro tutti i criteri. Chiunque sappia far di conto, anche nel mondo politico, è in grado di verificarlo». Aggiunge inoltre che Fiat «incontra attualmente in Germania ancora alcune riserve», ma «diversamente dai nostri concorrenti, il nostro piano è un bastione contro l’esodo di tecnologia automobilistica dalla Germania e dall’Italia». «Le nostre cifre sono oneste e non nascondono costi, che alla fine ricadrebbero sulle spalle dei contribuenti tedeschi». Marchionne ha assicurato che su 25.000 dipendenti di Opel «nel caso più sfavorevole sarebbero al massimo 2000 posti di lavoro ad essere colpiti da un’integrazione di Opel in un gruppo unitario libero da debiti con la Fiat».

Intanto si è tenuta a Termini Imerese, dove Fiat ha uno stabilimento che assembla la Lancia Ypsilon e dà lavoro a 1.500 persone, una manifestazione degli operai del gruppo torinese a difesa della fabbrica. I lavoratori sono preoccupati delle conseguenze in Italia dell’operazione Fiat-Opel e chiedono un serio progetto di rilancio dello stabilimento con una nuova vettura, investimenti sullo stabilimento e sulle infrastrutture.

Fonte: wikinotizie