Nel 1983, il conflitto tra la metà musulmana e cittadina del Nord e la metà cristiana e tribale del Sud, in Sudan, conosce una nuova ondata di violenza. A scontrarsi sono da un lato l’appena nato Esercito di Liberazione , e dall’altro il Governo centrale di Karthoum, appoggiato dalle cosiddette “milizie a cavallo”, i murahaleen: gli uni favorevoli ad un Sudan decentrato e indipendente, gli altri ad un Sudan accentrato nelle mani dei potenti.
Come sempre, vittima innocente ne è stata la popolazione civile: ne è conseguita una vera e propria fuga di massa dai territori colpiti, lontano dalla guerra. Tra questi, migliaia di bambini, separati dalle loro famiglie e costretti a mettersi in salvo in una traversata a piedi dal Sudan meridionale fino all’Etiopia, e di qui in Kenia, fino ad arrivare, non tutti, in America. Dopo 20 anni di guerra, 2 milioni di morti e 600 pagine strazianti, 3800 profughi vengono ricollocati in 38 città americane, per cercare di ricominciare a vivere. Sono i cosiddetti “Ragazzi perduti” del Sudan, i “ragazzi in cammino” del libro di Dave Eggers. Questa è la storia di uno di essi, Valentino Achak Deng.

Il libro è una biografia, più o meno fedele al vero, di questo giovanissimo profugo sudanese che, scappato dal suo villaggio dinka, Marial Bai, ormai a ferro e fuoco, inizia un viaggio infinito verso una meta sconosciuta, affrontando la notte oscura, i pericoli del deserto, i leoni, l’esercito, le lotte, la fame, unendosi nel cammino ad altri centinaia di bambini orfani. Non si contano i corpi che Valentino seppellisce nel suo viaggio, gli amici che perde, le atrocità che i suoi innocenti occhi sono costretti a vedere, le ristrettezze alle quali si è dovuto abituare. La morte è un ombra costante che segue lui e i suoi compagni di viaggio.
Una lunga marcia, lontano dai quei luoghi aridi eppure cari, sotto il cui suolo si scopre l’oro nero. Fino ad arrivare in Etiopia, dalla quale vengono cacciati, e poi in Kenia, dove viene allestito un vero e proprio campo profughi in cui convergeranno gli aiuti umanitari e dove Valentino si innamorerà e crescerà come qualsiasi giovane. Infine, l’arrivo in america, ad Atlanta, dove Valentino cerca un pò di stabilità, ma si trova a dover riconoscere d’essere, agli occhi dei più, quasi “invisibile”.

E’ per questo motivo che, nel libro, Valentino comincia a raccontare la sua storia, in un dialogo immaginario con quanti incontra nel suo cammino ad Atlanta, seguendo il filo di quella necessità interiore che si trova solo in chi la guerra l’ha vissuta in prima persona.
Valentino “presta i suoi occhi” e i suoi ricordi a Dave Eggers, l’autore, perchè riviva la sua storia, la tragedia così disumana della sua vita, e lo fa anche a nome di quanti , caduti davanti a lui, non possono più parlare.
In effetti, come l’autore e lo stesso protagonista tendono a precisare, questo romanzo non è una semplice biografia: lo stesso Valentino, nella premessa al libro, dichiara che, nelle intenzioni, c’è la necessità non tanto di parlare della propria personale storia (che si sarebbe comunque colorata di vago, dal momento che Valentino era solo un bambino), quanto di quella di tutti coloro che non hanno più voce per farlo. E allora il libro assurge al ruolo di un vero e proprio simbolo di un popolo martoriato, di un’intera epoca, assumendo un valore forse ancora maggiore. Viene da chiedersi perchè non lo abbia assunto anche agli occhi della “critica ufficiale”.

Dunque un libro atroce ma necessario, come lo stesso Valentino denuncia nelle ultime righe dello scritto: “…E saprò sempre che ci sei. Come potrei far finta che non esisti? Sarebbe impossibile , come sarebbe impossibile per te far finta che non esisto io…”
Una sottile e quanto mai dolorosa affermazione che, nonostante tutto, finisce per assumere il valore di un vero e proprio monito, che colpisce ancora di più se si pensa che questi fatti sono realmente accaduti.
E’ dunque, dicevamo, necessità interiore, di restituire al Sudan una parte di quanto gli è stato tolto. E, a ragione di ciò, è bene ricordare che tutti i proventi del libro sono destinati alla fondazione per i Ragazzi Perduti. Un motivo in più per consigliarne l’acquisto.

Un merito speciale va all’autore, Dave Eggers, che con la sua prosa pulita e semplice permette al lettore di farsi trascinare dai fatti, senza incanalature, mostrando di rispettare a pieno una tragedia personale che finisce necessariamente per diventare una tragedia universale.
Come Valentino presta gli occhi a Eggers, Eggers non fa altro che prestargli la sua penna. Per creare 600 pagine che sfiancano il cuore, fanno versare lacrime, ma soprattutto fanno riflettere.

Carla di Nuzzo– 2009 (distribuito con Creative Commons)