Ares 1, il nuovo razzo della Nasa che servirà per portare astronauti alla Stazione Spaziale e, più in là, verso la Luna, è stato completamente assemblato negli hangar della Nasa. Il primo lancio di test, senza uomini a bordo, è fissato per il prossimo 31 ottobre. L’ultimo segmento, aggiunto ieri, era una capsula che assomiglia alla navicella Orion, che ospiterà gli uomini durante il volo, e la “razzo-torretta” di salvataggio che, in caso di anomalie ad Ares 1 in fase di partenza, dovrebbe “strappare” la Orion e lanciarla in mare, dove dovrebbe ammarare con tre paracadute. Ares 1 è alto come un palazzo di 30 piani, il più alto dopo il Saturno 5, il razzo che servì per portare gli uomini sulla Luna negli anni Sessanta/Settanta, e la sua entrata in attività dovrebbe eclissare definitivamente lo Space Shuttle. “Solo quando abbiamo assemblato al razzo la navicella e la torretta di salvataggio ci siamo resi realmente conto di quanto è grande questo razzo”, ha detto Jon Cowart, corresponsabile dei lavori al Kennedy Space Center della Nasa. Per realizzare il lavoro di assemblaggio del razzo all’interno dell’edificio del centro spaziale americano ci è voluto circa un anno di lavoro quasi continuo. “Dal momento in cui abbiamo concepito Ares 1 alla sua realizzazione si sono voluti non più di tre anni. Penso che mai nella storia dell’astronautica si sia riusciti a fare qualcosa del genere”, ha sottolineato Cowart.

Il razzo è composto da due stadi: il primo deriva dai razzi ausiliari a combustibile solido che aiutano lo Space Shuttle ad alzarsi da terra. Rispetto a questi, che sono composti da 4 segmenti, il nuovo stadio ne presenta 5, che, globalmente, serviranno a dare una maggiore spinta, così da poter raggiungere un’orbita più alta. Questo stadio potrà essere riutilizzato una volta ammarato nell’Oceano Atlantico. Il secondo stadio invece, è spinto da un motore a idrogeno e ossigeno liquidi che deriva dai propulsori utilizzati nei vettori dei Saturno.

Non tutto però sono rose e fiori. Gli ingegneri infatti, stanno ancora combattendo con un problema che riguarda vibrazioni che interessano Ares 1 durante i primi due minuti di lancio. Tali vibrazioni infatti, possono creare problemi alla strumentazione di bordo e devono essere completamente eliminati. “Molto è stato fatto a tal proposito – ha aggiunto Cowart- e il lancio del primo Ares 1 ci dirà quanto ancora è necessario lavorare per eliminarli del tutto”. I tecnici hanno comunque ancora alcune settimane di lavoro a disposizione per tentare di apportare ulteriori modifiche se risulteranno necessarie.

Intanto si attende con apprensione la data del 31 agosto quando l’Amministrazione Obama dovrebbe decidere il futuro dell’esplorazione umana nello spazio. Se non vi saranno modifiche importanti, Ares-1 dovrebbe diventare operativo a partire dal 2015, quando trasporterà 4 astronauti alla volta verso la Stazione Spaziale, quindi, quando nel 2021, l’uomo tornerà sulla Luna servirà per trasportare 4 astronauti in orbita terrestre, dove un altro razzo ancor più potente, Ares 5, lo raggiungerà con il materiale necessario per raggiungere la Luna (il modulo lunare Altair) e darà la spinta necessaria ad Orion per raggiungere l’orbita lunare.

[fonte: Repubblica.it]