Nel periodo 2009-2010, in piena crisi economica, i Ceo americani hanno avuto aumenti di stipendio medi dell'11,6%, i lavoratori dello 0,2%: ma chi ha causato la crisi economica? (infografica Afl-Cio, tutti i diritti riservati)

Un amministratore delegato X di una grande azienda americana Y guadagna in media 343 volte in più di un suo operaio. Tra il 2009 e il 2010, crisi o non crisi, gli stipendi dei Ceo sono cresciuti mediamente del 23%. Il sindacato americano Afl-Cio si è interessato alla cosa, ha aperto un sito Internet in cui divulga i dati sugli stipendi dei manager e permette ai lavoratori farsi un’idea di quanto guadagna il loro capo. L’impressione che si sono fatti i sindacalisti di Afl-Cio è che, questa sproporzione tra retribuzione di chi lavora e retribuzione di chi dirige, non è sostenibile ed è una delle cause della crisi. E in Italia? Credetemi, è meglio non indagare…

La mia proposta al governo Monti, o a quello che lo seguirà, non è mia è di Adriano Olivetti ed è molto semplice Ve la dico usando parole sue:

Nessun dirigente, neanche il più alto, deve guadagnare più di dieci volte l’ammontare del salario minino.

Il presupposto è che esista un “salario minimo” per ogni lavoratore così come esiste in molti Paesi dell’Unione europea. Io vorrei fare un passo in più e proporre un vincolo tra gli stipendi dei manager e quelli della stragrande maggioranza dei lavoratori: gli aumenti agli stipendi dei manager (di qualsiasi natura essi siano) vanno distribuiti nella giusta proporzione (1:10) anche ai loro dipendenti e viceversa. Se un’azienda va bene, e la proprietà decide di premiare il manager aumentandogli lo stipendio, un decimo dell’aumento deve essere riconosciuto a tutti i lavoratori che hanno contribuito alla buona performance. Così si mantiene l’equilibrio auspicato da Olivetti, si crea maggiore collaborazione al perseguimento di un obiettivo comune all’interno delle aziende, e si evitano quelle disparità che, alla fine della fiera, possono solo generare cirisi.

La politica non ha risposte ai problemi del Paese? I “tecnici” si dedicano anima e corpo solo a tagli e aumento della pressione fiscale? In pratica dobbiamo vedercela da soli, e allora diamo una mano all’Italia. Quali interventi vorreste per l’economica, il lavoro, la società, i diritti delle persone, i servizi? Apriamo questo spazio ai nostri lettori, scriveteci le vostre idee per migliorare il Paese, pubblicheremo le più interessanti.
La Redazione