Al capolavoro di Dante Alighieri mancava d’avvero solo questa incarnazione. La Divina Commedia è stata trasposta in un film d’animazione giapponese che, a dire il vero, interpreta abbastanza liberamente il testo originale. L’immagine del sommo poeta è stata “svecchiata”, forse per attirare un pubblico giovane: Dante sveste i panni un po’ polverosi dell’intellettuale rinascimentale per diventare un cavaliere sanguinario, un uomo d’azione fatto e finito. Il film segue una serie di videogame pubblicati dall’Electronica Arts e riconferma l’interesse del mondo dell’intrattenimento per la cultura italiana. Il nostro Rinascimento – una miniera d’idee per creativi, sceneggiatori e game designer – incuriosisce per la sua complessità. La sua riscoperta apre interessanti scenari che, a quanto pare, vengono snobbati soltanto dagli italiani. I dantisti non se la prendano: in fondo Dante non è mai stato così popolare tra i giovani.