Il 24 Giugno HangarBicocca riapre i propri spazi dopo i lunghi lavori di ristrutturazione, intenzionalmente limitati al minimo cercando di raggiungere due obiettivi: da un lato dotare Hangar di una serie di soluzioni tecniche che lo mettessero in grado di ospitare delle mostre e di farle fruire ai visitatori in modo piacevole, dall’altro di mantenere il più possibile il sapore e la memoria industriale dei luoghi, senza cancellarli con una patina di modernità stilistica. Negli spazi rinnovati saranno aperti al pubblico anche la libreria, HBArt Book gestita da Fabio Castelli e l’HB Bistrot che rimarranno aperti e accessibili oltre gli orari di apertura degli spazi espositivi.

Cinque Artisti, di cui tre permanenti – oltre all’installazione di Anslem Kiefer anche i lavori di Fausto Melotti La Sequenza e di Stefano Boccalini Melting Pot 3.0 – e due temporanei – Christan Boltanski con Personnes e Carlos Casas con End – inaugurano l’attività espositiva di HangarBicocca sotto la direzione artistica di Chiara Bertola che si avvale della collaborazione di un pool di curatori specifici per le attività complementari a quelle espositive: Susanne Franco e Roberto Casarotto per la danza contemporanea e Andrea Lissoni per il new media, il cinema e la musica, creando in questo modo un’alchimia unica nel panorama espositivo contemporaneo e garantendo la qualità dell’offerta di HangarBicocca in tutte le declinazioni della cultura contemporanea. Questo grand opening rappresenta una novità anche dal punto di vista delle relazioni internazionali di Hangar: tre grandi spazi dell’arte contemporanea mondiale – il Grand Palais a Parigi, l’Armory a New York e HangarBicocca a Milano – hanno deciso di creare un network internazionale per la pianificazione dei prossimi eventi espositivi. La prima iniziativa comune è la grande mostra Monumenta 2010 – Christian Boltanski che, dopo Parigi, si reinventa adattandosi alle particolarità dei grandi spazi di New York e di Milano. Monumenta è un evento annuale del Ministère de la culture et communication, coprodotto dal Centre national des arts plastiques, della Réunion des musées nationaux e del Grand Palais a Parigi.

Christian Boltanski, il grande artista francese dell’emozione e del vissuto, ha ripensato la monumentale installazione Personnes, presentata a Parigi al Grand Palais in occasione del progetto Monumenta, per lo spazio dell’HangarBicocca. L’installazione consiste in un cumulo di vestiti usati ammassati nel grande cubo in fondo all’Hangar; sopra la montagna d’indumenti una grande gru li mescola e sposta casualmente. Si accederà al cubo attraversando un lungo corridoio nella grande navata, e durante il cammino si ascolteranno incessantemente i battiti del cuore che Boltanski registra dal 2008 all’interno del suo progetto Les Archives du coeur che conta già sessantamila battiti di cuore registrati. L’archivio dei cuori dell’umanità, realizzato grazie alla Naoshima Fukutake Art Museum Foundation e custodito nell’isola giapponese di Teshima, è destinato a crescere negli anni. Anche i visitatori di HangarBicocca potranno aggiungere le loro pulsazioni cardiache, registrandole su un cd in un apposito spazio, e diventare così parte di questo ambizioso progetto di Boltanski. Dieci giorni prima della chiusura della mostra ciascun visitatore potrà portarsi via qualche indumento e distruggere così la montagna incombente e nello stesso tempo restituire nuova vita e un nuovo destino ai vestiti di Personnes. Questo per rendere la mostra sostenibile anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, fatto che sta molto a cuore all’artista.

Tra le monumentali sculture di Fausto Melotti (1901-1986), artista milanese di fama internazionale, La sequenza (progettata nel 1971 e realizzata nel ’81) spicca per grandiosità, solennità, coerenza. Composta da una serie di lastre di ferro verticali e scalate in profondità su tre piani ondulati che richiamano, in una tensione al movimento, lo scorrere delle dita su una tastiera musicale, è lunga ventidue metri, alta sette e profonda undici e i suoi volumi riecheggiano nell’aria come un maestoso vibrafono cosmico. L’artista più sottile, più delicato, lo scultore più leggero, più trasparente che la storia dell’arte ricordi (insieme a Calder), con questa opera ha dimostrato come anche nelle grandi misure, anche nelle monumentali dimensioni, una forma può trasfigurare qualsiasi peso in un gioco lievissimo di equilibri e di ritmi, di piani e di luci. Dopo un accurato restauro grazie al contributo di Pirelli RE, svolto sotto la supervisione dell’Archivio Fausto Melotti e con la prestigiosa consulenza del maestro Arnaldo Pomodoro, la scultura è stata collocata nel giardino di fronte all’ingresso di HangarBicocca, diventandone così simbolicamente la porta culturale e cerniera tra l’eredità culturale di un maestro del novecento e il futuro da costruire con l’attività sperimentale di HangarBicocca.

End, la trilogia di video di Carlos Casas. Si potranno vedere sino al 1° agosto i video, premiati dai maggiori festival, della serie End dell’artista visivo e filmaker catalano Carlos Casas, dedicati ai paesaggi più estremi del mondo e accompagnati da una contrastante base sonora. End è un’opera dedicata ai luoghi remoti del pianeta, un requiem visivo per le terre estreme, un percorso nelle periferie più distanti dalla civilizzazione là dove persone e ambiente si fondono fra loro. End è una ricerca sull’immagine e l’immaginario della fine. Presentata in anteprima mondiale e realizzata appositamente per HangarBicocca nel quadro del più ampio progetto Terre Vulnerabili, End è un’installazione video che riattraversa nella sua interezza tutti i materiali audiovisivi raccolti da Casas lungo la realizzazione delle trilogia di film End. La trilogia è composta da una serie di tre film documentari, da una ricerca effettuata con fieldwork (riprese statiche o con lenti movimenti di camera, basate su radiofrequenze) e da materiali di archivio. Basata sulla disintegrazione, la sparizione e l’immaginario della fine nelle periferie della civiltà, la trilogia è stata girata in alcuni fra i più estremi ambienti del pianeta: Terra del Fuoco, Patagonia, sul lago di Aral in Uzbekistan e nello Stretto di Bering in Chukotka, Siberia. L’installazione si presenta come una tripla proiezione su due lati, composta di un’unica opera pensata per tre schermi su un lato e di tre proiezioni per uno schermo singolo sull’altro. L’installazione verrà inoltre trasformata in live media e suonata dal vivo per una serata speciale che avrà luogo martedì 29 giugno alle 21.30 con la proiezione di Tundra con colonna sonora dal vivo di Carlos Casas.

All’esterno dell’Hangar, Melting Pot 3.0 di Stefano Boccalini, una struttura permanente, inizialmente pensata per accogliere un dialogo con i quartieri di Bicocca e dintorni, verrà utilizzata per le attività di laboratorio, di gioco e di interazione con il pubblico. Questo lavoro nasce dalla volontà di creare un legame tra l’HangarBicocca e il contesto che lo circonda aprendo le porte ad un possibile dialogo con la città. Il progetto prenda forma dall’accostamento di una serie di elementi architettonici – le colonne fanno da sostegno ad una serie di travi che si intrecciano e vanno a comporre uno spazio – di provenienze geografiche e culture diverse, spogliate delle proprie caratteristiche decorative e portate ad una condizione dove la struttura prende il sopravvento. La struttura diviene così metafora di una possibile convivenza tra le diverse culture, passando attraverso una progressiva sottrazione rispetto alle nostre identità fino ad incontrarsi su un piano comune, dove poter costruire nuove identità condivise. Questo spazio vuole diventare un luogo, una sorta di piattaforma, dove si possono attivare piccole funzioni legate alle dinamiche interne al quartiere Bicocca e più in generale a quelle della città, ma anche legate alle attività culturali che un’istituzione come l’Hangar sarà in grado di produrre.

Info:
HangarBicocca
Via Chiese 2 (traversa V.le Sarca), Milano
info@hangarbicocca.it
www.hangarbicocca.it
Riapertura al pubblico: giovedì 24 giugno dalle ore 21.00
Orario: tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00, giovedì dalle 14.30 fino alle 22.00, lunedì chiuso
Ingresso:
intero 8 euro, ridotto 6 euro