Emancipate, caparbie, spiritose e sensuali, nella realtà le donne turche sono molto diverse da come le raccontano i media occidentali / Open-minded, stubborn, funny and sensual, actually the Turkish women are very different from the media describe them

Da circa un anno e mezzo vivo a Istanbul, città bellissima, magica, misteriosa, aperta alle novità ma radicata alle sue radici. Qui la gente è aperta, solare, accogliente, dinamica ma al contempo sa anche andare yavaş yavaş, cioè lentamente. Sebbene vi siano ritmi frenetici, gli abitanti di Istanbul sanno prendersi la pausa per un caffè o per il famoso çay (tè turco), perché sanno godersi i piccoli piaceri della vita. Ho avuto modo di vedere quanto la Turchia sia diversa da altri stati islamici e quanto sia diversa da come ci viene raccontata dai media occidentali. Anche io mi aspettavo di trovare una città molto diversa da come è Istanbul in realtà, una città che si rinnova ogni giorno e che, a volerla sintetizzare in una sola parola, è coinvolgente. Quello turco è un popolo unito nelle difficoltà, che sa mettere da parte il proprio credo politico o sportivo, e scendere in campo per difendere la propria libertà. E più lo conosco, più mi incuriosisce, mi affascina. Come mi incuriosisce scoprire le donne turche, così diverse da come ce le immaginiamo noi occidentali, dall’idea generale che abbiamo di loro. Quanti di noi credono che tutte le donne musulmane vadano in giro coperte da capo a piedi, indossano il chador, il burqa o l’hijab? Quanti pensano che le donne sono del tutto sottomesse ad una società maschilista?

Un alone di mistero

Le donne turche si differenziano per molti aspetti dalla maggior parte delle donne musulmane. Rispetto agli uomini sono meno spontanee, meno socievoli all’inizio e comunque sanno mantenere un alone di mistero. Però, con il passare del tempo, sono capaci di darti tutta la loro amicizia e stima. Non sono remissive o totalmente sottomesse. Non è facile comprenderle subito, o comunque, completamente, ma sono determinate e grintose. Ho avuto modo di osservarle meglio anche quando è scoppiata in luglio la polemica suscitata da Bülent Arınç, vice primo ministro di Erdoğan.
Arınç, ha dichiarato che «le donne non dovrebbero ridere in pubblico in Turchia», perché non è buona educazione, non è conforme alle regole del Corano. Ovviamente si è scatenata la reazione delle donne turche, che hanno risposto a suon di selfie, manifestazioni di proteste con tanto di sorrisi, trascinandosi dietro anche le donne di tutto il mondo che, per solidarietà, hanno sorriso contro il governo conservatore turco. E quindi è scattata in me la voglia di capirle meglio. Così ho raccolto un po’ i pareri di alcune amiche italiane residenti a Istanbul da molti anni, ma soprattutto di amiche turche.

Due tipologie di donne

Qual è il ruolo della donna nella società odierna e come è cambiato rispetto al passato? Questa la domanda che ho posto alle mie conoscenti. Le opinioni raccolte sono varie e a mio avviso tutte interessanti. Mi hanno fatto riflettere. Per alcune di loro c’è ancora un forte pregiudizio e anche tanta disinformazione o informazione errata. Per altre la donna turca è il ritratto della Turchia odierna: cioè un Paese che guarda verso l’Occidente, ma senza rinunciare alle tradizioni e alla propria cultura. Ma facciamo un passo indietro, tanto per cominciare bisogna distinguere la donna di città da quella di provincia. Le donne appartenenti al ceto medio-alto, soprattutto nelle grandi città turche, seguono la moda, sono più attente alla propria persona, sono colte, rivestono posti di rilievo. Queste donne sono attive sia nella vita sociale che politica, consapevoli dei propri diritti sia in ambito familiare che lavorativo e sociale. Alla donna in carriera, si contrappone quella più popolana, con un grado di istruzione medio, che veste con abiti sgargianti, il capo coperto da foulard variopinti. Si tratta di donne attive, lavoratrici, che sono la spina dorsale della famiglia turca. Dunque, siamo di fronte a due tipologie di donne diverse ma entrambe determinate, forti.

L’istruzione fa la differenza

Tuttavia, ci sono anche donne che, per estrazione sociale bassa, sono poco istruite e assoggettate all’uomo. Queste donne vestono con lunghi abiti neri e tengono il volto totalmente coperto, sono costrette a sposarsi, avere figli giovanissime e a badare alla casa. Molto spesso non hanno consapevolezza dei loro diritti. È un fenomeno presente soprattutto nell’entroterra o in alcune aree più periferiche della Turchia, o anche in alcuni quartieri di Istanbul, dove la mentalità è rimasta chiusa, poco evoluta, ancorata al passato. Dunque fondamentalmente le donne turche scelgono chi essere, cosa fare, come vivere, a dispetto di quanto avviene in altri Paesi islamici, dove coprirsi è un obbligo o, ad esempio, camminare tre passi indietro all’uomo. Questo grazie anche alle novità introdotte da Mustafa Kemal Atatürk, padre della Repubblica turca, considerato un vero e proprio eroe nazionale. È con lui che le donne hanno ottenuto il diritto al voto. Quindi, è donna a scegliere se “velarsi” o no, se sposarsi, lavorare. E devo dire che è pittoresco talvolta, vederle, donne di successo e fiere mamme, portare abiti, moderni, eleganti e indossare poi un foulard, colorato o intonato all’abito, che le rende occidentali pur mantenendo quel tocco di orientalità.

La cultura dell’harem

Questo è quanto concerne l’aspetto estetico e sociale, per così dire. Ma nella vita di coppia? Come conquista l’uomo? Si portano dietro un po’ della cultura dell’harem? Fondamentalmente sì. Generalizzando per convenienza potremmo dire che la donna turca, per diversi aspetti è simile a quella italiana: mediterranea, sanguigna, genuina e solare. La donna turca però è più caparbia, furba, cerca di compiacere il partner, evita lo scontro ma alla fine riesce sempre ad ottenere o fare ciò che vuole. Nel conquistare un uomo è chiaro che sembrano attingere un po’ all’immaginario maschile recitando la parte delle donne che popolavano l’Harem del sultano; esperte nell’arte amatoria, non schiave sottomesse al piacere del padrone (o non completamente almeno). Per spiegare meglio questo concetto, mi rifaccio a un passo del libro di Ferzan Őzpetek, “Rosso Istanbul”, in cui egli spiega, in un passaggio interessante, che le donne dell’harem non erano necessariamente belle e sempre svestite, come molti stranieri credono, ma nemmeno coperte da veli neri. Pare che Hürriem Sultan, più nota come Roxelana, la famosa moglie del sultano Solimano il Magnifico, non fosse assolutamente bella, ma riuscì comunque ad ammaliare il sultano che ne era completamente innamorato. Forse nel Cinquecento, come spiega ancora Őzpetek, non contava solo la bellezza, il sesso, quanto l’intelligenza, l’arte della seduzione, l’ironia di una donna. Queste erano le vere doti per tenersi stretto un uomo. Cosa è rimasto della cultura dell’harem? Le donne turche hanno saputo mantenere la loro femminilità, il mistero, l’intrigo della seduzione. Cosa che, purtroppo, molte donne occidentali hanno perso o messo da parte. Le donne turche in amore sanno quello che vogliono, l’hanno sempre saputo. Sanno compiacere ma con loro non si scherza.

Parola agli uomini

Chiedo ancora alle mie amiche turche che idea hanno loro o cosa pensano le loro connazionali, delle straniere che sposano un uomo turco? Le vedono come una minaccia, pensano che rubino il loro uomini? Per la maggior parte di loro dipende dal ceto ma in generale la risposta è no. Non considerano le donne straniere una minaccia, ma non hanno molta stima e considerazione per le donne provenienti soprattutto dell’Est dell’Europa.
Però, devo anche dire che è stato ancora più interessante scoprire le opinioni di alcuni uomini turchi sulle loro donne. Se da un lato ci sono uomini che le ritengono molto rigide, forti, colonne portanti della famiglia ma anche più toste e meno divertenti e disponibili delle straniere (sì, questo purtroppo è un’idea molto diffusa tra gli uomini turchi o comunque medio orientali). Dall’altro lato vi sono uomini che hanno un totale rispetto per come le donne turche si sono evolute e hanno saputo combattere per la propria emancipazione e diritti, soprattutto dopo la nascita della Repubblica voluta da Atatürk. Certo hanno adottato molto del modo di essere delle donne occidentali, ma hanno comunque mantenuto vive e forti le loro tradizioni, le loro radici. E, riportando testualmente la dichiarazione di un amico turco, «durante la guerra di indipendenza, molte donne hanno combattuto in prima linea, sono state attive. Delle vere e proprie eroine e quindi bisogna ringraziare anche loro se siamo riusciti a conquistare l’indipendenza».
Emerge quindi il ritratto di una donna, quella turca, forte, capace di mostrare le proprie fragilità e la propria femminilità, dotata di senso dell’ironia e di un grande dignità. Un modello di donna che forse le occidentali dovrebbero studiare con maggiore attenzione senza credere ai falsi stereotipi proposti dai media. «Date alle donne occasioni adeguate ed esse potranno fare tutto», diceva Oscar Wilde, ovviamente parlava anche delle donne turche.

[English version]

I came in Istanbul more or less two years ago, a wonderful, magic, mysterious city, open to the development but entrenched to its own culture. Here, the people is sociable and cheerful,friendly and dynamic but, at the same time, they also yavaş yavaş gitmek, namely going slowly. Even though the life is too-hectic, the Istanbul citizens are able to have a break for a coffee or the famous çay ( turksish tea), they like the little delights of the life. I could understand how Turkey is different from the other Islamic contries and that sometimes the news told by Occidental media aren’t properly exact. I have to tell I was sure to find a different Istanbul. Instead I found a city that updates every day; in a word: it is enchanting. Turkish people can be united in the difficult moments, they can put aside their political or sport faith, take the field for their own freedom. And more I know them, more I become curious, enthrall me. As well as I am curious to know the Turkish women, so different from we imagine them, from the general idea we have about them. How many of us think that all the Muslim women go out completely covered or that they wear the chador, burqa or the hijab? How many of us think the Turkish women are totally subdued to a chauvnist society?

An air of mistery

The Turkish women are different for many aspects from the most part of other Muslim women. At first, they are less sociable and frank, compared with men and in any case they can keep an air of mistery. But, later, they are able to be friendly and appreciate you. They are not so submissive or subdued. You cannot understand them immediately, or not totally by the way, but they are very determinated and strong.
I could observe them better, for example, during a dabate – last July – raised by Bülent Arınç, Erdoğan’s vice prime minister.
Arınç declared that « in Turkey, wome should not laugh publicly», because it is not “polite”, it does not comply with the rules of the Qur’an. Obviously, the Turkish women risponded to this declararion, through their selfies, “smiles” demonstration, also involving all the other women in the world who, as support, have smiled against the Turkish conservative government. So I wanted to know better them. And I asked for the opinion of some Italian friends who have lived in Istanbul since long time, but above all the opinions of some Turkish women

Two types of women

Which is the role of the woman in the modern society? And how did it change compared to the past? I asked this question to my friends. The opionions are different and, according to me, all interesting. I meditated on them so much. According to some of them, there is still a strong preconception and also a rooted disinformation or wrong information. For others, the Turkish woman is the portrait of Turkey of today, that is: a Country looking toward West, but without rejecting its own traditions and culture. But let’s go step by step! It is necessary to distinguish between the city woman and the provincial ones. Women belonging to middle –high society, above all in the Turkish great cities, follow the current fashion, take care of themselves, are more well-read and often they hold an important task. They are active both in the social and political life, they are aware of their rights, both in the family and work field. Opposed to the businesswoman there is the small-town woman, not so much cultured, petty-minded and who wears gaudy clothes, her haead covered from multi-coloured foulard. They are active, hard-working, considered the cornerstone of the Turkish family. So, we have two different typs of women but both of them very determinated, strong.

Education makes a difference

However, there are also women who are under, it means not very cultured and subuded to the man. Usually, this type of women wear long black clothes, and with their face almost completely covered, forced to get married very young and have children, and look after the house. Often they are not so aware of their rights. This is a charactetistic above all presen in the hinterland or some suburban areas of Turkey, or also in some Istanbul districts, where live close-minded people rooted in the past. Therefore, basically Turkish women can choose who they want to be, what they want to do, or live, in spide of other Islamic Countries, where it is obligatory for a woman hide her face or, for example, walking after a man, hero whorsipped.
Thanks to the novelties introduced by Mustafa Kemal Atatürk, father of the Turkish Republic and considered a rela hero. Thanks to him, wome can vote. So it is the woman who chooses if “veil hereself” or not, if marry or work. And I have to say that, sometimes it’s very curious to see successful women, proud mothers, wearing modern or stylish clothers and then wearing a coloured foulard or well-matched with the clothe, who makes them occidental but keeping their oriental touch.

The culture of the Harem

That’s about the easthetic and social point of view, as it were. But about relationship? How does she seduce a man? Do they glean from – abit – the harem culture? Yes,basically. In general, for idiological reasons, we could say that the Turkish woman is alike Italian onse, for some characteristics: both of them are mediterranean, passionate, true and cheerful. But, the Turkish woman is more stubborn, cunning; she tries to satisfy her partner, avoids the dispute but, in the end, she always manage to obtain or do what she wants. So, it is clear that to seduce a man, it seems they glean from the male fantasy, playing the role of the women who lived in the Harem of the sultan; expert in the Ars Amatoria, and not as sleves subdued to the lord’s pleasures (or not completely, at least). To explain better this concept, I quote a passage of a book by Ferzan Őzpetek, “Rosso Istanbul”, where he explains that the women of the harem were not necessarily beautiful or always undressed, neither covered with black veils. It seems that Hürriem Sultan, well-known as Roxelana, Suleyman the Magnificent famous wife, was not beautiful at all, but she was able to seduce the sultan who was completely crazy for her. Maybe in the XVI century, as Őzpetek, affirms, not only the beauty and the sex were important, but above all the intelligence and the reductio art as well as the irony in a woman. Those are the true skills to win a man’s love. What did remain of the culture of the harem? Turkish women knew how to keep their femininity, the mystery, the trick of the seduction. Something that, unfortunately, many occidental women have lost or put aside. Turkish women know what they want in love, the have always known. They are able to satisfy but they are not women to be triefled with!

Men opinions

I also ask to my Turkish friends what they think, or what their fellow countrywomen think about the foreign women who marry aTurkish man. Are they a menace, or that they steal their men?   For the most part of them it depends on the social class they belong to, but in general the answer is no. They do not consider the foreign women as a menace, but certainly they do not esteem so much, above all, the women coming from the Eastern Europe.
Anyway, I have to say that it was also interesting to know the opinion of some Turkish men about their women. If on the one hand some men think that they are very severe, strong, cornerstone of the family but also more pragmatic and less funny or willing than foreign women (unfortunately this is idea is very spread among Turkish men or in the Middle East, anyway); on the other hand, there are men who show total respect for them and for their evolution, how they were able to fight for their own emancipation and righrs, above all after the birth of the Republic thanks to Atatürk. Certainly they have adepte the way of life, the style of Occidental women, but they also kept alive and rooted their traditions, their values. and quoting a Turkish friend’s words, « during the indipendence war, many women actively fought. They were great eroine so it is necessary to thank them if we gained our indipendence».
So the Turkish female portrait is that of a strong woman, able to show her weakeness as well as her femininity, with a sense of irony and a great self-respect. A woman example that, maybe the occidental women should study or follow carefully, and do not believe in the false stereotypes proposed by media. As Oscar Wilde said:« Give appropriate opportunities to the women and they could do everything.». Clearly, he referred to Turkish women too.

Nota dell'autore
Un ringraziamento particolare ai miei amici, italiani e turchi, per il loro prezioso contributo.
A special thanks to my Turkish and italian friends for their precious contributions.