L'heavy metal è una musica demoniaca? Secondo la comune vulgata, sì. Ma se cominciamo ad approfondire l'argomento...

Questa volta mi inoltrerò su un sentiero ben diverso da quello che mi vede normalmente impegnato. Dismessi momentaneamente i panni del progettista edile, scrivo un breve articolo divulgativo su una tematica musicale che mi sta davvero a cuore. In verità, più che di un “articolo divulgativo” occorrerebbe parlare di “introduzione” a un universo vastissimo, così ampio da non poter essere compiutamente descritto nello spazio di un breve testo.
Se digitate su google la locuzione “heavy metal”, questo è ciò che letteralmente vi comparirà:
“Musica rock diffusasi negli anni Settanta, contraddistinta da sonorità violente con esaltazione delle frequenze più alte della chitarra, spesso alternate a intermezzi cupi e martellanti, e da testi talora elementari e rozzi con ammiccamenti simbolici al satanismo.”
Sorriderei, per l’appiattimento grossolano rappresentato da questa “definizione” (se si può chiamare tale); sorriderei, se non trovassi preoccupante la sintomatica comparsa dell’usuale tendenza a definire i fenomeni complessi con etichette degne del reparto ortofrutta di qualsiasi supermercato. Parlare di un genere musicale così variegato ed eterogeneo come se si stessero etichettando delle mele mi pare banale e quasi al limite della trivialità.

Heavy metal e religione

Con questo breve articolo vorrei portare quindi l’attenzione sul complicato rapporto tra il genere dell’heavy metal e la religione; un rapporto non di sola antitesi, ma – come vedremo – in molti casi anche di grande affinità e complicità.
Lungi dal poter essere indentificato nelle poche righe sopraccitate, l’heavy metal si presenta oggi come un fenomeno musicale difficilmente circoscrivibile e definibile, al cui interno convivono diverse anime, spesso in discordia tra di loro, ma tutte con la comune peculiarità di voler esprimere con forza i valori e i “credo” di cui si fanno portatrici.
Fin dal principio, la scena heavy metal si è contraddistinta per l’analisi della tematica dello scontro tra male e bene, dando origine indubbiamente a una corrente satanista (di ribellione verso quelli che venivano sentiti come canoni convenzionali) legata soprattutto alle radici poste dai Black Sabbath, ma anche a un’abbondante, per quanto meno appariscente, corrente cristiana di cui nel tempo gli esponenti più eminenti sono stati gli Stratovarius (e lo sono ancora).

Black metal e white metal

Si sa molto del ramo legato all’esoterismo e alle tendenze più oscure (il black metal, ben rappresentato da band come i Cradle of Filth o i Dimmu Borgir), molto meno si sa del white metal e noi ci concentreremo su questo secondo “genere”.
In verità, non si può certamente parlare di un genere unico, ma di un macro-genere a sua volta composto da numerose differenti sfumature. Di certo si può dire che il white è ancora molto legato da un lato alle sonorità più classiche, non di rado ereditate dalla musica barocca e sinfonica, dall’altro a quelle power metal, altro ramo del genere che è dedicato all’espressione di tematiche “forti”, quali l’eroismo, l’integrità morale e l’onore, normalmente ispirate al panorama culturale fantasy.
Sono diverse le band che militano nell’ambito del metal cristiano. A parte gli Stratovarius, molto impegnati anche nella denuncia di problematiche ambientali (come nel brano Paradise) e all’analisi del rapporto tra realtà e mondo onirico, sono sicuramente da citare i Narnia, i quali si ispirano deliberatamente all’opera letteraria di Lewis, come anche i Theology o gli HB (curiosità, l’acronimo di questa band è nato senza un preciso significato, ma un sondaggio condotto on-line ha decretato che avrebbe preso il significato di Holy Bible).

Ibridi e contraddizioni: il caso degli Iron Maiden

In Italia non contiamo metal band cristiane di una certa notorietà, ma di certo molti gruppi Power Metal quali Rhapsody o Heimdall portano con la loro musica messaggi molto affini a quelli del cristianesimo.
Un breve articolo non può che presentare una carrellata sommaria dei topics di un tema molto vasto e si propone semplicemente di suggerire un’ottica differente nella disamina di un genere musicale misconosciuto.
È però interessante notare che sulla scena metal compaiono band che pur non schierandosi apertamente sono più o meno vicine ai poli black o white. L’esempio più eclatante, ma anche più contradditorio, è di certo quello degli Iron Maiden, la metal band più famosa di tutto il panorama musicale di genere, che da più di trent’anni ne condiziona e ne anima la scena. In molti dei loro brani e anche nella loro iconografia l’immagine del demonio appare in maniera più o meno esplicita (si vedano esempi come “The number of the Beast”) ma non è chiaro a quale scopo venga inserita. Anche se in modo abbastanza superficiale, si è sempre voluta collegare la musica degli Iron Maiden con un sostanziale apprezzamento all’inclinazione black. Certamente, la violenza esplicita di testi quali proprio “Iron Maiden”, o “Bring your daughter to the slaughter”, o ancora “Be quick or be dead”, sembra andare in tal senso; ma alcuni interrogativi nascono dall’interpretazione di altri brani, quali “Hallowed be thy name” o “The wicker man” – non solo. Se da un lato la band sembra talvolta ispirare principi di violenza e ribellione, dall’altra a leggere bene le sue musiche e determinati testi fa quasi pensare a un’enorme messinscena, a uno stravolgimento totale del senso letterale dell’opera dei Maiden: allora il richiamo esplicito al demonio può anche essere letto quasi quale volontà di esorcizzare il medesimo (i testi della band assomigliano infatti molto più a incubi che a preghiere nere) e l’espressione della violenza come netta condanna della stessa. Non è mai stata chiarita la posizione dei componenti degli Iron Maiden circa la religione, ma quel che è certo è che è stata tra i loro maggiori interessi, anche se in maniera confusa e spesso mescolata con l’attrazione verso l’esoterismo. Una cosa è sicura: grazie a queste tematiche il gruppo è diventato famoso e ha guadagnato molti soldi; tematiche che andrebbero trattate forse con una maggiore riservatezza e non messe nelle orecchie di ragazzini senza opportuni filtri mentali, in quanto possono diventare pericolose.

Tra satanismo e versetti evangelici

Ambigua la posizione anche di altri gruppi, che tuttavia di religione trattano più che abbondantemente. Mi riferisco soprattutto ai Nightwish, ma anche ai Falconer o agli Hammerfall e in generale a molta della produzione metal nordica. In particolare, con gli Hammerfall è tornato molto in voga il tema dei Templari, rivisitati in chiave moderna, come guerrieri in cerca di onore e gloria ma anche suscettibili di cadute. La band ha sembrato oscillare tra l’attrazione verso un satanismo di rivolta (si veda l’album Infected – però slegato dal tema templare – o il brano “Legion”, che cita espressamente il famoso versetto evangelico: “mi chiamo Legione perché siamo in molti”) e la riproposizione della religione in chiave addirittura guerresca (molti i brani a supporto di questa tendenza, si citano per esempio “Steel meets steel” e “Warriors of faith”).
Desidero concludere ricordando tra i gruppi metal (in questo caso di genere new metal) che hanno parlato in modo continuativo di religione i famosi Evanescence di Amy Lee. Peccato non si siano mai voluti schierare apertamente, però la loro lettura del Cristianesimo esprime tratti di fede profonda, anche se vista sempre dalla parte di chi soffre per conquistarla e dell’anima smarrita in cerca di redenzione e liberazione. A tal proposito, il brano “Tourniquet” rappresenta a mio avviso un autentico capolavoro di musica di ispirazione cristiana in chiave gotica.
In conclusione, credo che sia evidente che equiparare il genere heavy metal a un’espressione musicale rozza e tribale non renda giustizia all’intero panorama culturale ad esso sotteso; non solo: non è possibile nemmeno la classica identificazione tra metal e satanismo, come in molti sembrano credere. Siamo di fronte a una realtà ben più complessa e ricca di sfaccettature, che vale la pena di essere esplorata. Fatelo, non ve ne pentirete.