Pubblichiamo un’ e-mail arrivata in redazione. Silvana, maestra lombarda, ci propone una riflessione sulla scuola elementare rifomata dalla “legge Gelmini”.

Decreto legge n° 137, prendere o lasciare? Con queste parole già avrò creato una barriera tra chi legge: alcuni di qua, altri di là! Non mi sono mai piaciuti i muri divisori, le barricate e le proteste tanto chiassose, quanto inutili e banali; preferisco un dialogo costruito sul rispetto e l’atteggiamento intelligente di chi sa entrare nel punto di vista dell’altro per avvicinarsi  il più possibile  alla verità.
Nel nostro Paese sembra impossibile discutere di un progetto che aiuti la gente a stare meglio senza colorarlo con la tavolozza, piuttosto sbiadita, della politica. Il DL 137 è composto da 8 articoli che prendono in considerazione unicamente la Scuola Primaria (ex elementari) e chissà come mai gli studenti dei gradi superiori si sono sentiti così profondamente coinvolti.
Essendo un’ insegnante  ho letto il decreto nel suo testo integrale e firmato dai suoi estensori. Ho scarsa fiducia nelle notizie riportate dai grandi mezzi di comunicazione che spesso amplificano fonti non del tutto attendibili.

Entro nel merito:

ART. 1 Si inserisce nella programmazione di Storia o di Geografia  l’Educazione alla Cittadinanza  e alla Costituzione… ottimo, i bambini hanno bisogno di crescere educati a diventare cittadini consapevoli del valore del rispetto delle regole della convivenza,  per stare bene con sé e con gli altri.

ART.2 Si procede ad una valutazione del comportamento…  tenere conto dell’atteggiamento di come ci si pone con gli altri e renderlo motivo di riflessione per sé e per i propri genitori è utile per la progressione personale.

ART. 3 La valutazione è espressa in decimi… prima avevamo una scala pentenaria in giudizi
( non sufficiente, sufficiente, buono…..) ora è raddoppiata la  possibilità di valutare la gravità o il merito degli elaborati e delle competenze raggiunte.

ART.4  Nell’ambito di ciascuna classe si avrà un insegnante di riferimento per 24 ore  che svilupperà le discipline di studio durante le mattinate, lasciando la possibilità alle famiglie che hanno diverse esigenze di ampliare il tempo scuola anche al pomeriggio… finalmente si potrà lasciare più tempo ai bambini di espletare il loro principale bisogno e diritto: giocare!
Ho sotto gli occhi tutti giorni gli alunni che costretti alle 8 ore di scuola  manifestano sintomi di deconcentrazione, nervosismo e insofferenza; nelle personalità più fragili arriviamo anche a disturbi della personalità e di apprendimento. Se si considera poi il tempo dedicato ai compiti, al rientro a casa, le ore diventano anche 9 o 10… peggio delle fabbriche per gli operai adulti!

ART.5 I libri di testo adottati saranno mantenuti per almeno 5 anni… “evviva” ! Una spremitura in meno per il già magro borsellino dei genitori che ogni anno sono costretti ad acquistare edizioni  che di nuovo hanno solo qualche fotografia o un paio di pagine in più.

ART. 6 La laurea in Scienze della formazione ha valore abilitante per l’insegnamento… basta con i concorsi dispendiosi per lo stato e  che “truccati…sì o no” sono un colpo di fortuna per molti e un ostacolo insormontabile per altri.

ART.7 riguarda solo le scuole di specializzazione medica…

ART.8 Norme finali… regolamenta l’entrata in vigore del decreto

In conclusione, tornando alla domanda iniziale: Decreto legge n° 137, prendere o lasciare?
Io prendo… e ben volentieri, mi piace stare dalla parte dei bambini.

Silvana, maestra di una scuola lombarda