Una mostra a Parigi espone l'intera carriera del maestro americano, che ha fatto dell'astrattismo mitologico la sua cifra stilistica

Achille è una macchia di colore, Patroclo è un groviglio di linee. L’arte contemporanea può ancora essere mitologica. Cy Twombly, indiscutibile maestro dell’astrattismo americano, lo conferma nel corso della sua lunga carriera, da quel viaggio di studio del 1952 in cui scoprì il Nord Africa e l’Europa. L’Italia, con la sua storia millenaria, è diventata la sua patria d’adozione.

La mostra a Parigi

Il centro Pompidou organizza la prima retrospettiva completa di Cy Twombly, dopo la morte a Roma nel 2011; un avvenimento inedito, presentato unicamente a Parigi. La mostra ripercorre l’intera carriera dell’artista attraverso un circuito cronologico di centoquaranta pitture, sculture, disegni e fotografie, che permette di scoprire la ricchezza di un’opera allo stesso tempo sapiente e sensuale.

Chi è Cy Twombly?

Nato in Virginia nel 1928, Cy Twombly studia a Boston e a New York negli anni ’50, nel momento in cui si forma la scuola americana dell’espressionismo astratto e del New Dada che riunisce artisti come Robert Rauschenberg, Franz Kline, Robert Motherwell, e musicisti come John Cage. A quest’epoca risalgono i primi lavori, a cavallo tra scrittura, disegno e pittura, che ricordano i graffiti dei bagni pubblici. Una poetica di linee sfocate che evolve nelle composizioni di segni degli anni ’60, i cui fondi grigi le fanno assomigliare a lavagne scolastiche, e nelle grandi composizione mitologiche tra minimalismo ed espressionismo astratto che diventeranno la sua poetica.

Qui sopra: “Achille piange la morte di Patroclo”, 1962 259 x 302 cm, olio e mina di piombo su tela. Collezione Centro Pompidou, Parigi © Centre Pompidou / P.Migeat / Dist. RMN-GP    –    Foto in apertura: “Blooming”, 2001-2008, acrilico, matita a cera su 10 pennelli di legno 250 x 500 cm , collezione particolare © Cy Twombly Foundation, courtesy Archives Fondazione Nicola Del Roscio © Photo: Studio Silvano, Gaeta

 

Mitologia e archetipi

È su questa cifra stilistica che è incentrata la mostra al Pompidou, costruita attorno a tre grandi cicli: “Nine Discourses on Commodus” (1963), denuncia della violenza contemporanea tramite la metafora della morte dell’imperatore Commodo; “Fifty Days at Iliam” (1978), una pittura narrativa ispirata all’Iliade, e “Coronation of Sesostris” (2000), che narra le vicende del faraone Sesostri. Poco lontano, al Louvre, troneggia la volta che l’artista ha dipinto nel 2009, a stretto contatto con le opere esposte.
Con Cy Twombly la grammatica visiva dell’avanguardia astratta dialoga con la tradizione millenaria dell’arte occidentale. La narrazione svela gli archetipi rinchiusi nella coscienza di ogni uomo e si esprime attraverso forme pure. Cy Twombly ha scoperto l’espressionismo universale che sottende l’origine dell’arte, l’eloquenza che le permette di esistere.

Info
Titolo della mostra: Cy Twombly
Durata: dal 30 Novembre 2016 al 24 Aprile 2017
Sede espositiva: Centro George Pompidou, Parigi, galleria 1, livello 6
Orario: Aperto tutti i giorni dalle 11:00 alle 21:00 tranne il Martedì.
Biglietto: 14 euro – ridotto 11 euro.
Info: 00 33 (0) 1 44 78 12 33
Sito internet:  www.centrepompidou.fr