Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi ha più volte annunciato una una poderosa “deregolazione” delle forme contrattuali e di molti adempimenti a carico delle imprese, comprese le sanzioni per chi viola le norme sulla sicurezza sul lavoro. Proposte che sono state accolte con forti perplessità dalle parti sociali. “Dissenso radicale” è quello espresso dalla Cgil, attraverso il segretario Guglielmo Epifani. Ma anche il prudente leader della Cisl, Raffaele Bonanni, sembra preoccupato e boccia gli “atti unilaterali sul mercato del lavoro”. La riforma porterà una completa deregolamentazione per part time e contratti a termine. Via le sanzioni più dure sulla sicurezza e abolizione della legge sulle dimissioni in bianco. Vediamo quali sono le proposte di Sacconi. Proposte ancora da discutere in parlamento ma che, se attuate, porterebbero  ancora più precarietà e minor tutela  del lavoro in Italia.

Le norme previste 

1) Cancellazione della legge che impone procedure rigide alle imprese per le dimissioni volontarie dei lavoratori. Queste norme furono introdotte dal passato governo per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco.

2) Abolizione del libro paga e del libro matricola.

3) Modifica del Testo unico sulla sicurezza, abolendo le sanzioni più pesanti a carico delle imprese.

4) Cancellato il divieto per i datori di lavoro di svolgere visite mediche prima delle assunzioni.

5) Reintroduzione del lavoro a chiamata e semplificazione per l’uso dei voucher prepagati per pagare prestazioni accessorie e occasionali.

6) Deregolamentazione del part time, consentendo ogni tipo di accordo individuale.

7) Contratti a termine: ripristino per le parti sociali di derogare ai limiti sui tetti, causali e di durata massima, oggi fissata in 36 mesi.

Fonte : virgilio (19 giugno 2008)