Un nuovo modello energetico, pulito e sicuro si sta facendo strada nei comuni Italiani. E’ al territorio che bisogna guardare per capire il nuovo scenario energetico delle fonti rinnovabili. Il cambiamento sta infatti avvenendo a una velocità impressionante, distribuito in
Italia tra quasi 200mila impianti di piccola e grande taglia.

L’insieme di questi processi oramai definisce con chiarezza i contorni di un modello energetico nuovo, profondamente diverso da quello costruito nel ‘900 intorno alle fonti fossili, ai grandi impianti, agli oligopoli. E’ come se il sogno di Hermann Scheer1 di fare del solare il perno di un sistema energetico ed economico innovativo, democratico, che guarda alla progressiva autonomia dei territori, stesse dimostrando la sua fattibilità a partire da tante realtà locali italiane ed europee.

Il 29 marzo 2011 è stato presentato a Roma il dossier di Legambiente sulla diffusione delle rinnovabili nei municipi. Quelli che riescono a fare da soli con vento, sole e biomasse sono quasi mille, e il numero è in continua crescita.

Le fonti rinnovabili, infatti, non solo contribuiscono in modo sempre più importante al bilancio energetico del nostro Paese, ma attraverso “nuovi” impianti eolici, geotermici, idroelettrici, da biomasse già oggi rendono al 100% rinnovabili un numero sempre maggiore di Comuni. Un comune su otto in Italia è autosufficiente dal punto di vista elettrico grazie a sole, vento, biomasse e geotermia; a Lecce si produce più elettricità verde di Friburgo, la celebrata capitale tedesca del fotovoltaico; nel 94% dei municipi italiani è presente ormai almeno un impianto rinnovabile. Accusate di essere troppo costose, marginali e inaffidabili, le fonti verdi si prendono la loro rivincita e lo fanno con “Comuni Rinnovabili 2011”, il dossier di Legambiente che fotografa la diffusione delle micro centrali ad energia alternativa sul territorio nazionale.

Giunto alla sua sesta edizione, il rapporto illustrato a Roma è “la migliore risposta a chi continua a sostenere che il contributo delle fonti rinnovabili sarà comunque marginale nel futuro del Paese”. Una presentazione che ha molto il sapore di un “pride”. “Per capire come stanno davvero le cose – spiega il curatore del rapporto Edoardo Zanchini – occorre guardarle nella giusta prospettiva. Se continuiamo a raccontare la questione energetica partendo dalle potenzialità d’installazione delle fossili è chiaro che non c’è gara, ma se scendiamo sul territorio per capire come le comunità rispondono alle esigenze locali allora i numeri ci danno ragione e ci rendiamo conto che gli obiettivi fissati dall’Unione Europea sono raggiungibili con incredibili vantaggi per tutti”.

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Fonte: legambiente.it