La copertina della prima edizione de La Camera ha dato via libera alla mozione della Lega in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo. Il testo, approvato dopo un infiammato dibattito, è passato con una diversa denominazione: non più “classi ponte”, così come originariamente indicato nella mozione presentata dal leghista Roberto Cota, ma “classi di inserimento”. E’ stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare la denominazione per “rendere più evidente l’obiettivo della proposta, ossia l’integrazione degli studenti”. Per Piero Fassino si tratta invece di “una regressione
culturale prima ancora che politica”, “e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa è la cosa più grave, discrimina tra i bambini e i più piccoli, che è la cosa più abbietta”.
Il testo della maggioranza è passato con 256 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate le mozioni dell’opposizione. La mozione approvata a Montecitorio impegna il governo a “rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione”. “Favorendo”, dunque, e non più “autorizzando” come si leggeva nel testo originario: una modifica sostanziale che sottolinea il valore non selettivo della norma. A chi non supera i suddetti test vengono messe a disposizione le “classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all’ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti”.

La mozione impegna inoltre il governo “a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole”. Infine, si prevede “una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri”, oltre che “nelle classi ponte, l’attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l’elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell’educazione alla legalità e alla cittadinanza”.

[fonte: Repubblica.it]