I disordini di Roma sono da condannare duramente. Sono state danneggiate le vetrine delle banche, della posta e di altri negozi. Sono state incendiate alcune automobili e anche qualche cassonetto dell’immondizia. Inoltre, si è ingaggiata una furiosa sassaiola ai danni di polizia e carabinieri. Per finire si è impedito lo svolgimento della manifestazione degli indignados regolarmente autorizzata. Tutti reati gravissimi, che ledono la proprietà privata, il rispetto della persona e il diritto a manifestare liberamente le proprie idee. Diciamo che questi violenti hanno fatto (esagerando) un milione di euro di danni, forse due, forse tre. Quindi vanno puniti duramente, meglio se con il carcere. Ma che cosa fare a chi ha permesso un debito di circa 2000 miliardi di euro?

Una volta stabilito il principio, poi, andrà applicato, con il massimo rigore, anche per tutti gli altri individui che danneggiano la proprietà altrui o peggio ancora che danneggiano le sorti di una intera Nazione. Che pena daremo ad una classe politica (destra, sinistra e centro nessuno escluso) che nonostante sia la più pagata del mondo ha portato l’Italia sull’orlo del default, che ha fatto aumentare il debito pubblico senza che si sia ammodernato e migliorato il Paese, che ha reso il lavoro precario, che ha tolto la speranza e il futuro ai giovani, che non riesce (non vuole?) a combattere l’evasione fiscale, che tollera la corruzione, che non favorisce la mobilità sociale e che si preoccupa solo dei propri privilegi?

Come mai il figlio di Bossi, nonostante la non brillantissima carriera scolastica, è già un importante politico della Lombardia e giovani laureati sono disoccupati o si devono accontentare di guadagnare mille euro a partita iva?  Si può essere lievemente incavolati se a quarant’anni si è costretti a vivere ancora con mamma e papà, se non c’è possibilità di farsi una famiglia e se si vedono giovani donne che fanno carriera solo perché partecipano a innocue festicciole?

Non è normale che si tenga il broncio perché in Italia ogni carica di rilievo viene data dalla politica (primari, professori universitari, consiglieri di amministrazione (di banche, rai, aziende partecipate ecc… alti manager)? Non è normale che si sia arrabbiati se si taglia sulla scuola che è di tutti, ma non sui privilegi di deputati, senatori, consiglieri, presidenti, ministri, sottosegretari ecc.., se la mensa del parlamento costa meno di quella universitaria se ci sono più auto blu che ambulanze e più scorte che volanti?

Insomma, il nostro Paese fa veramente arrabbiare. E quando uno è arrabbiato, ma tanto arrabbiato, un sasso o due possono scappare. Dietro quei gesti deplorevoli c’è un forte malessere. Certo la violenza e i violenti vanno condannati, ma il malessere rimane, come pure le sue cause. Non basta mettere in galera una decina di ragazzi per risolvere i problemi del nostro caro, maltrattato, malgovernato Paese.

E allora,
per favore, non li facciamo più arrabbiare questi giovani.