De MagistrisGli atti dell’inchiesta “Why not”, promossa dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, sono stati trasmessi alla procura capitolina per il successivo inoltro al Tribunale dei Ministri. La decisione è stata presa dal Procuratore generale facente funzioni catanzarese, Dolcino Favi. La Procura di Roma, dopo aver iscritto sul registro degli indagati i soggetti interessati, trasmetterà gli atti al collegio per i reati ministeriali.
L’inchiesta vede coinvolti, tra gli altri, anche il Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, ed il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Proprio il coinvolgimento dei due membri dell’Esecutivo ha spinto gli inquirenti calabresi a richiedere l’intervento della Procura di Roma, affinché possa valutare se i reati ipotizzati nei confronti dei due siano stati commessi dopo l’assunzione di incarichi di Governo.In una nota indirizzata al quotidiano inglese «The Guardian», il portavoce del Presidente del Consiglio, Silvio Sircana, precisa che Prodi «non ha mai preso misure per interferire» con l’inchiesta fino a pochi giorni fa coordinata dal Sostituto procuratore De Magistris. Al contrario, secondo Sircana, «Prodi espresse la sua totale fiducia nel lavoro della magistratura e si disse certo che l’inchiesta avrebbe mostrato la sua totale estraneità».
Il legale di Clemente Mastella, Titta Madia, ha invece affermato che «il Tribunale del ministri prenderà atto della infondatezza assoluta di qualsiasi accusa nei confronti del ministro». «Il Tribunale dei ministri – ha proseguito l’avvocatessa – svolgerà le indagini che riterrà opportune ma noi riteniamo che, stando a ciò che si conosce, e cioé la famosa intercettazione con il dottor Saladino e i rapporti con il dottor Bisignani e con il generale Cretella, siano tutti fatti insignificanti». (Wikinews)