Un accorato (e polemico) appello alla signora Angela Merkel, affinché si metta una mano sulla coscienza e si prenda in carico le sorti del Bel Paese. Possibilmente però, non come si sta prendendo cura delle sorti della Grecia

Cara, carissima signora Angela Merkel,
la prego: conquisti l’Italia. E’ ormai, purtroppo, chiaro che noi italiani non siamo in grado di governarci da soli. La libertà e l’indipendenza non fanno per noi. Senza un padrone serio e onesto facciamo solo casini. Mandi le sue migliori divisioni corazzate ad occupare militarmente il “Bel Paese”. Travolga con i suoi formidabili mezzi le nostre grottesche difese. Occupi ogni città, montagna, spiaggia, strada, anfratto. Ma soprattutto, mi raccomando, spazzi via, con teutonica e micidiale determinazione, tutti i nostri politici.
Non si faccia incantare dalle loro parole, dalla melodiosa simpatia che possono suscitare. Nella realtà sono un informe ammasso di incapaci, disonesti, corruttori, concussi e concussori, affiliati alle organizzazione criminali, collusi con ogni malaffare, sanguisughe che chiedono sacrifici per assicurarsi ingiustificati privilegi, ruffiani, spergiuri, amorali, depravati e chissà quante altre orrende cose. Li annulli, li distrugga, li incenerisca, li disintegri.
Dica alle sue truppe, di essere implacabile con costoro, ma buone e pazienti con il popolo. Perché ha già sofferto e pagato per averli votati, sostenuti e per aver, ingenuamente, creduto alle loro falsità.
Ponga l’Italia sotto un Governatorato retto da un vecchio Generale Prussiano, severo, rigido, inflessibile e rigoroso, con il monocolo e la gamba di legno. Tenace e irremovibile come la Giustizia che tanto ci manca. Gli imponga di sopprimere ogni forma di democrazia e di libertà. Perché, vede, noi italiani non siamo fatti per essere liberi e per decidere chi ci debba governare. Abbiamo altre qualità, altre caratteristiche. Siamo molto intelligenti, creativi, fantasiosi, svegli e lavoratori, ma non possiamo amministrarci da soli. Per noi è indispensabile essere controllati e guidati. Al momento delle elezioni una forza misteriosa ci spinge all’errore.
Non abbia nessuna compassione o pena. Perché i nostri migliori risultati li abbiamo ottenuti quando siamo stati dominati. Il nostro Rinascimento ne è la prova. Quel formidabile periodo della storia patria, ci ha visto protagonisti mondiali della cultura. Politicamente, però, eravamo un’accozzaglia di statarelli controllati dallo straniero. Sappiamo fare tante cose, ma non autogovernarci. Per essere liberi di esprimerci al meglio, dobbiamo essere retti ed obbligati da altri.
Del resto non lo deve fare solo per noi, ma per l’umanità tutta. Se fossimo stati sempre liberi, ora il mondo non avrebbe l’inestimabile patrimonio artistico che l’Italia racchiude. Sarebbe un peccato. Se lei sarà così buona da occuparci, nel giro di pochi anni lo amplieremo a dismisura, donando agli abitanti del pianeta nuove splendide opere d’arte, fantastiche scoperte scientifiche e uno stratosferico balzo culturale.
Mi raccomando, non ci deluda, noi la aspettiamo. Se ci farà questo favore, in segno di profonda gratitudine, le faremo vincere anche qualche partita Italia – Germania. Di più non possiamo, i nostri politici si sono presi tutto il resto.
Suo per sempre,

Pasquino